Uscito il libro I SEGRETI DELLA SISTINA


E’ uscito per Rizzoli il libro I SEGRETI DELLA SISTINA, scritto da Roy Doliner, studioso di fede ebraica, e il rabbino americano Benjamin Blech. Un libro rivoluzionario che sta già cambiando il modo di intendere l’opera di Michelangelo e più specificamente il suo capolavoro, la Cappella Sistina, legata inaspettatamente e in modo indissolubile alla Cabala. Michelangelo avrebbe disseminato la cappella Sistina di segni, codici e messaggi cabalistici rendendoli impossibili da decodificare per chi non fosse avanzato nella scienza occulta della Cabala e questo non era il caso di Giulio II, il papa commissionatore dell’opera.

Ma Doliner e Blech, che sono ebrei, hanno riconosciuto il codice di Michelangelo e lo hanno rivelato nel loro saggio, già un sucesso negli USA. Ho incontrato Roy Doliner a Roma nel mese di Luglio e con lui è nato un sincero rapporto di amicizia. Ho avuto l’onore di entrare con lui nella Cappella Sistina due giorni fa, insieme alle cinque guardie del corpo del vicepresidente degli Stati Uniti in visita a Roma (foto in basso). Roy ci ha spiegato ogni minimo particolare di quella che era la visione cabalistica di Michelangelo trasposta nelle immagini e codificata in alune delle figure portanti dell’opera.

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Ecco un breve estratto dell’intervista che pubblico in anteprima, riservandomi successivamente di dire dove la potrete leggere:
«Tutte le guide che ne parlano, e sono poche quelle che lo fanno, affermano che c’è un piccolissimo rotolo dipinto sulla volta, accanto all’orlo della gonna di Geremia. Le guide dicono che in quel rotolo ci sono due lettere greche, l’Alfa e l’Omega, l’Inizio e la Fine, vale a dire uno dei soprannomi di Gesù. Sotto, affermano, ci sia la firma di Michelangelo e ancora sotto le date 1508-1512, gli anni del lavoro sulla volta. Dopo la recente pulizia della volta ho visto finalmente le immagini di quel rotolo, non c’è niente di greco lassù, non c’è la firma di Michelangelo e neanche le date, ma solo due lettere ebraiche: l’Alef ma scritto come lettera latina, e poi il carattere “Ayin”. Si tratta delle due lettere mute della lingua ebraica. Queste due lettere non vanno insieme però c’è una circostanza sola in cui questo accade ed è conosciuta solo dagli studiosi, essendo nel Talmud, e serve per dire che essendo due lettere mute se c’è un solo sacerdote nel Tempio Santo che non sapesse distinguerle, non meriterebbe di servirvi. E dove mise Michelangelo queste due lettere? Proprio sopra la testa di papa Giulio II, per dire “questo Sommo Sacerdote non è degno” (riferendosi al papato del tempo ovviamente). Questo è stato uno dei primi indizi, ma ce ne sono tanti altri, che sono venuti fuori man mano e così tutto si è completato in quadro che mi ha svelato il messaggio basato su conoscenze e codificazioni ebraiche che Michelangelo nascose nella Cappella Sistina. Sulla volta ci sono più di trecento figure, vuoi sapere quanta percentuale di roba cristiana? Zero! Il 5% è pagano e il 95% ebraico. Così mi son detto: “C’è qualcosa qua che non quadra con le spiegazioni ufficiali”. Da allora non è passato giorno che non abbia scoperto cose nuove a sostegno della mia ipotesi.»


Intanto vi consiglio caldamente la lettura de I Segreti della Sistina, un saggio affascinante che già alcuni rinomati storici dell’arte (tra cui Enrico Todeschini) stanno presentando come illuminante e rivelatorio della visione unificante di Leonardo, la cui intenzione era quella di riportare unione tra le due grandi religioni attraverso il loro messaggio intimo e di conoscenza più profondo, quello della Cabala.

Uscito il libro I SEGRETI DELLA SISTINAultima modifica: 2008-09-11T16:36:00+00:00da adrianoforgione
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4 pensieri su “Uscito il libro I SEGRETI DELLA SISTINA

  1. Caro Adriano, mi è capitato di vedere un paio di immagini di questo libro che, devo dire, mi hanno colpito moltissimo nel loro significato simbolico.1.Figura di Giona, imponente nelle misure e posizionata proprio sopra l’altare cosa che, a prima vista, sembrerebbe un controsenso. Però mi è venuto di fare questa sequenza: Giona – Giovanni – Oannes/Melkisedeq. Di Giona si dice che fu inghiottito da una balena (ancora una creatura acquatica) per poi uscirne vivo (di vita spirituale), Giovanni/Gesù si trasmutò nel Cristo dopo il Battesimo nell’acqua di fuoco, Oannes/Melkisedeq è l’uomo/sacerdote/pesce che esce/risorge dalle acque del caos primordiale (il nostro caos interiore). Considerando quanto precede, mi appare allora chiaro perché la figura di Giona sia stata posta in posizione così preminente e insolita, se si considera l’iconografia solitamente impiegata in quel preciso luogo.2.Figura di Minosse con orecchie d’asino e serpente che gli morde il pene. L’asino, se ricordo bene, simbolizza la lussuria che, altro non è che l’uso improprio dell’energia sessuale. Il serpente/Kundalini (l’ens seminis) invece che salire si attorciglia verso il basso e morde i genitali di Minosse ad indicare, secondo me, l’abuso di tale energia. Comunque, il segnale forte è anche quello che la via della discesa così come quella della risalita risiedono nel medesimo luogo, e non mi riferisco al sesso tantrico…Mi sono sentita di condividere con te questi miei pensieri. Un abbraccio, Chiara

  2. il segno di Giona è l’unico segno che verrà dato nella “fabbricazione dell’opera ” ovvero dopo tre giorni sarà ritrovato vivo sulla sabbia del mare quindi Giona come il Cristo come Mel.Gesù entra in Gerusalemme “cavalcando” un asina….sono d’accordo stesso luogo.La parte sessuale-riproduttiva è il cuore del mistero: in fondo il Cristo è la Vita.

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