La Sindone è autentica. Un nuovo indizio

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Per i credenti è il telo di Gesù Cristo, miracolosamente segnato con la sua immagine. Ma la Sindone di Torino è stata considerata un falso medievale dal 1988, quando il C-14 ne dichiarò un’età di circa 1000 anni. Ora uno degli scienziati che per primo ha studiato il Telo durante quegli esami, ancora contestati, afferma che la Sindone potrebbe essere autentica.

In un video girato poco prima della sua morte nel 2005, Raymond Rogers, presenta prove che mostrerebbero l’autenticità della Reliquia situandola tra i 1300 e i 3000 anni fa. Il Dott. Rogers ha affermato: “Io non credo nei miracoli che sfidano le leggi della natura. Dopo l’inchiesta del 1988 pensavo di aver chiuso con il sudario, ero certo che fosse un falso. Ma ora sono giunto alla conclusione che c’è una buona possibilità che quello possa essere davvero il pezzo di stoffa usata per seppellire il Gesù storico”.

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Parlando poco prima della sua morte per cancro nel 2005, il dottor Rogers ha detto di aver comparato il pezzo di stoffa della Sindone analizzato nel 1988 con altri pezzi di stoffa del Sacro Telo, identificando il campione analizzato come un frammento di tessuto impiegato per la riparazione del Sudario dopo che era stato danneggiato da un incendio. Le analisi chimiche hanno dimostrato che il pezzo-campione di dimensioni contenute conteneva cotone ed era stato trattato e tinto in modo che corrispondesse al telo del Sudario originale, di lino.

Dunque il frammento analizzato da Rogers proverrebbe dalla riparazione post-incendio delle monache clarisse del 1537. Il Dott. Rogers ha dichiarato: “Le fibre di cotone sono state rivestite abbastanza pesantemente di colorante, in modo da farle corrispondere al lino durante una riparazione. Ho concluso, dunque, che la zona del Sudario da cui furono prelevati i campioni, fu manipolata con abilità da qualcuno. Si tratta di materiali diversi utilizzati nel Sudario, per cui l’età che abbiamo prodotto al C-14 è imprecisa. Siamo sicuri che quella non era la stoffa originale della Sindone di Torino.Il campione analizzato al radiocarbonio ha proprietà chimiche completamente diverse dal tessuto principale della Sindone”.

Una notizia esplosiva che conferma quanti sbagli furono realizzati durante le analisi del 1988. Ciò si inserisce nelle tracce che indicano la presenza della Sindone ben prima della sua apparizione ufficiale a Lirey, in Francia nel XIV secolo. Ultima su tutte, la scoperta da parte della storica dell’Archivio Segreto Vaticano, Barbara Frale, di documenti che confermano la presenza della Sindone tra i tesori dei Templari.

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Il Dottor Rogers (a sinistra) durante le analisi del 1988

 

La Sindone è autentica. Un nuovo indizioultima modifica: 2009-04-15T20:25:16+00:00da adrianoforgione
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24 pensieri su “La Sindone è autentica. Un nuovo indizio

  1. Optogel:Anch’Io ho letto quel libro e ciò che dicevano della sindone mi aveva colpito molto. Però la convinzione che avevo dentro si basava molto sul fatto che la sindone era stata datata nello stesso periodo indicato dagli autori. Ovvero che non era più vecchia del 1300 circa.Bhè non dico adesso che è vera, ma quella datazione è sbagliata.Ho visto una trasmissione settimana scorsa, forse su la7 e parlavano di questo argomento.Per eseguire la datazione hanno preso si dei pezzetti della sindone e li hanno analizzati in tre laboratori diversi.Ma quei pezzi sono stati presi da un “rammendo” della sindone. Ovvero hanno trovato del “cotone” colorato misto al vero tessuto,che è servito per rammendare la sindone. quindi il dato relativo al carbonio è stato ovviamente falsato.SEMPLICEMENTE si deve ripetere la DATAZIONE. NON è più valida la datazione del 1300!Forse la trasmissione era atlantide, magari in internet la puoi trovare.Non sto dicendo che è veramente quello che si pensa. PErò si riapre tutto il discorso!PS: sono l’ultima persona al mondo che vorrebbe per forza abbinare quel telo al personaggio che fu il Gesù storico. Però come si dice nel calcio…. un goal è stato annullato e la palla è stata rimessa al centro.ciaomassY

  2. De Molay fu trasportato nella dimora di Goffrey de Charney avvolto ancora nel sudario della tradizione qumranico/massonica che era atato sottratto al tempio di Parigi. Qui il lenziolo fu lavato ripiegato e riposto in un cassetto. Esattamente cinquan’anni dopo e cioè nel 1357 questo pezzo di lino di quattro metri fu ritrovato e messo in mostra a Livey, per ragioni non specificate, forse in occasione del cinquantennio della tortura. Per ironia della sorte i risultati delle analisi al carbonio furono pubblicate il 13 ottobre, lo stesso giorno dell’anno in cui de Molay era stato arrestato e crocifisso. Infine, l’aspetto dell’uomo della sindone combacia perfettamente con le descrizioni di de Molay. Rileggetevi il libro, che è un piccolo capolavoro

  3. Scrivo con piacere su questo argomentoper dare il mio contributo a questa secolare controversia.Sono consapevole del fatto che tutto ciò che riguarda il personaggio chiamato Gesù il Cristo dalla chiesa Cattolica, sia intrigante e complesso. Ma mi chiedo anche perchè debba esserlo necessariamente ancora oggi.E con tanta attenzione da parte della stessa chiesa che dice di avere fondato se stessa su questo Maestro. Se egli è il suo fondatore riconosciuto, perchè tanto accanimento nel cercare di giustificarne la sua sola presenza? non basta ad essi la sola fede nella sua esistenza come padre Tutelare? perche mai poi continuare ad offendere l’intelligenza dell’essere umano nel sostenere accanitamente che è esistito quando tutta la teologia cattolica e non solo, si basa su di esso?Dire che è un incongruenza è davvero poco. Mi vengono in mente le parole del suo fondatore quando tacciò per ipocriti coloro che allungavano le frange delle loro vesti, per farsi notare meglio dalla comunità sacerdotale del sinedrio. Altri tempi? sara? ma la storia è sempre la stessa. Si maledice e si benedice con lo stesso sistema in cui si manda in Paradiso o all’Inferno poveri diavoli caricati dovutamente dalla propria parrochhia, di colpe che non commetteranno neanche in tutta la loro vita, dato che la colpa è stata creata dagli stessi emissari di tale fede.La consapevolezza e la coscenza di essere unici e indivisibili come Esseri Umani, figli dell’identità Christica come sorgente generativa, va ben oltre qualche scampolo di tessuto più o meno artificiale o naturale che dir si voglia .Non ho nulla in contrario sul presunto telo, attribuito al Gesu storico, semmai credo sia necessario riflettere sulla motivazione che ci porta ad investigare su di esso. Per non cadere in facili tranelli che la mente logico-lineare ci abitua ad utilizzare, per ….indurci a credere “per visione e non per fede”!Credo di avere superato da tempo ormai la diatriba sulla concezione fideistica di un dio al di fuori di me. Iconizzato e standardizzato secondo la moda dell’epoca storica e del momento. Credo semmai che la vibrazione Christica abbia investito molti esseri anche in passato, come sta facendo oggi, e che ai tempi del Christos Gesu storico, molti suoi discepoli siano Ascesi con la sua stessa identità Christica come accade oggi. Nutro semmai molta stima e riconoscenza ai veri veicoli di luce del Christos che incarnano il suo afflato e si destreggiano tra le pieghe del tempo rimanente, su questa dimensione, per accogliere la luce della sua manifestazione. Anche nel piano fisico. Poichè tutto il processo passa attraverso il corpo biologico. Non siamo fatti per “svolazzare fra le nuvole” ma anzi per vivere su questo piano fisico e lentamente inoltrarci su altri livelli dimensionali, che credo esisteranno ancora per molte migliaia di anni fino al completamento del ciclo biologico trasformativo umano. Ma ritengo con una coscenza molto avanzata.Staccarci da questi modelli societari che ci imprigionano, questo significherà come disse Gesù… Siamo del mondo ma non ne facciamo parte! Che la forza sia con noi grazie per l’attenzioneAstheria

  4. Un’opinione come un’altra. Al dì la di ogni considerazione sul fatto che qualsiasi libro che si legga e abbia pretesa di portare una verità storica inoppugnabile per quanto bello sia, vale finchè un altro non afferma una differente verità adeguatamante supportata; credo che un aspetto da tenere in debita considerazione sulla questione sia il fatto che se l’uomo della sindone fosse non solo quella del Gesù storico ma davvero del Gesù il Cristo e quindi il Cristo risorto, l’espolsione di energia che deve essersi manifestata al momento della trasfigurazione del corpo fisico nel CORPO DI LUCE può aver certamente alterato la struttura del tessuto del telo (probabilmente non solo quella che definisce i contorni del corpo) e quindi la prova del C14 potrebbe venire comunque falsata.Buona ricerca a tutti! Angelo

  5. Grazie Angelo interessante punto di vista. La vera realtà comprende un universo di leggi che ovviamente non conosciamo e ciò che qui riteniamo magia è un giochetto in chissà quale altro universo.Quindi ben venga chiunque sappia osare oltre ogni immaginazione.Geronimo qualcosa di più costruttivo no eh?!

  6. Il lenzuolo che avvolse Gesù nel tempo si è consumato. Dio non permise ad Israele il ritrovamento del corpo del suo condottiero Mosè, affinchè il popolo non ne facesse una idolatria, figuriamoci adesso se questo accadesse per il proprio figlio Gesù l’Onnipotente. E’ tutto un iganno di Satana per portare persone all’idolatria.

  7. OK allora aspettiamo con ansia la tua pietra angolare! Nel frattempo permettimi un consiglio… se credi ancora alla piccola scienza e ai tuoi occhi rischi di perderti una gran parte della Creazione, magari la più bella e affascinante…dove ci si può ancora stupire.Ciao

  8. Quattro anni fa, in base ad un’intuizione, ho provato una ricostruzione fisiognomica. E sembra abbastanza convincente. Le date venute fuori dall’esame al carbonio coincidono, la prima apparizione a Lirey no (ma ad ogni modo non possiamo esser certi al 100% che quella conservata a Torino sia proprio quella di Lirey).In ogni caso, guardate voi stessi:http://www.mangla.it/main/sindoneleonardo.phpL'uomo nella Sindone è… Leonardo!Quel diavolo d’un genio, fa le altre cose, potrebbe addirittura aver anticipato di qualche secolo anche l’invenzione della Fotografia…!

  9. Non può essere una fotografia fatta da Leonardo per tanti motivi, i principali sono:1) la Sindone non ha impressa nessuna porzione di immagine sotto le macchie di sangue. Quindi per fare una foto su un telo, le macchie di sangue andrebbero posizionate prima di fare l’esposizione…non c’è metodo dell’epoca che Leonardo avrebbe potuto usare per calcolare con estrema precisione come impressionare l’immagine e farla combaciare con tutte le macchie e rivoli di sangue presenti nella Sindone, anche perchè l’uomo della Sindone non è una semplice ‘foto’, presenta distorsioni del corpo dovute al fatto che essa avvolgeva Gesù!!Per imprimere una foto che abbia senso bisogna invece tenere il lino in superficie piana! 2) una foto, come tutti noi possiamo constatare, presenta le ombre che ci fanno capire dov’era il sole (o la sorgente di luce) in quell’istante. Nella Sindone? le mani sono circondate in tutte le direzioni da ombre, come se ci fosse un piccola luce sopra i buchi delle mani e così anche altre parti del corpo. Fisicamente una sola sorgente di luce quale il sole non può generarle, bensì tante piccole sorgenti di luci intense, tipo led molto luminosi che il mitico Leonardo non disponeva(non avevano neanche le lampadine!!) e che avrebbero generato però parecchie ombre;3) se parliamo di Foto, il lino va immerso in acqua con sale e composti chimici quali ossido d’argento che servono ad impressionare l’immagine sul lino..sostanze delle quali non è stata trovata nessuna traccia sulla Sindone.Penso che queste possano bastare a far capire che la Sindone non è una foto fatta dal mitico Leonardo!La comparazione di quelle 2 immagini linkate,e cioè tra un volto rugoso di un anziano (Leonardo) e un uomo con zigomi gonfi di pugni col setto nasale rotto(Gesù) che poco assomiglia ad un 30enne, non mi sembra il massimo del rigore scientifico..

  10. Atrevo-me a fazer o comentário em português, no suposto que seja utilizada a tradução do Google ou similar!Compreendo o italiano falado e escrito mas para fazer este comentário, em italiano, demoraria bastante tempo e já são 02.04 horas em Portugal e + 1 hora em Itália…O Sudário tem sido tão maltratado, que chegou a ser salvo de um incêndio! E já sofreu restauros.Portanto, o material a ser analisado estará, concerteza, contaminado. Compete aos especialistas procederem à sua análise mas, com os meios tecnológicos mais recentes e que não prejudiquem a integridade do Sudário! Quanto aos especialistas penso que também deverão ser diversificados, a fim do resultado final ser credível e poder assim, responder a tantas interrogações e hipóteses, que têm sido aventadas, ao longo dos anos.E como Leonardo da Vinci foi um grande génio, ainda não revelado em todo o seu potencial, creio eu, a análise ao Sudário deveria ter também em conta se teria sido aplicada a técnica do negativo fotográfico, imprimindo a imagem no tecido!Não me parece que a verdade, qualquer que seja, incomode! Se o corpo que aparece no Sudário não é o de Jesus, não retira nem torna menos credível a missão do Messias no planeta Terra. E vivemos no tempo em que pomos dúvidas a dogmas impostos e ansiamos pelas respostas verdadeiras às perguntas que fazemos e que se podem sintetizar em: 1) Quem somos? 2) De onde viemos? 3) Para onde vamos?Também nos estamos a aperceber que temos capacidades maravilhosas, que podemos produzir verdadeiros “milagres” utilizando o AMOR INCONDICIONAL pelo próximo, como forma de despertar e evoluir, como SERES.

  11. “Dunque il frammento analizzato da Rogers proverrebbe dalla riparazione post-incendio delle monache clarisse del 1537.”Mi sembra moltro strano che dovendo fare un’analisi di così tale portata, si sia potuto fare un errore così madornale come quello di prelevare un pezzo di tessuto errato.Mi dispiace, ma non credo all’errore nè del prelievo del tessuto nè del rislutato al C14.

  12. Sui risultati dell’esame al C14 si può credere ciò che si vuole. Sta di fatto che tale esame si è scoperto non valido per il semplice motivo che nella travagliata storia della Sindone sono avvenuti fatti che l’hanno alterata, soprattutto agli angoli. Provate a prendere in mano l’angolo di un lenzuolo ogni giorno, per qualche secondo, per circa un mese di seguito, sempre nello stesso punto. Noterete che si forma una zona più scura rispetto alla parte restante della tela; si tratta di sostanze (sudore incluso) che si trovano normalmente sulla cute delle mani. Negli angoli della Sindone vi è una patina batterica che ha alterato il referto. Per avere una datazione vicina a quella reale bisognerebbe tagliare tutto un bordo corto largo 1 cm, dividerlo in tanti pezzetti, fare gli esami e poi fare la media matematica. Se gli scienziati avessero consultato i sindonologi avrebbero evitato questa pessima figura. Anche perchè, per aggiustare il tiro hanno dovuto stabilire un periodo che, guarda caso, coincide con l’apparizione della Sindone in Europa. Cioè, se la Sindone fosse apparsa l’anno mille in Europa, la datazione sarebbe stata intorno al mille.

  13. L’esame del C14 e’ stato ampiamente squalificato e c’e’ una biblografia pressoche’ innumerevole che lo testimonia; chi ha la pazienza di studiare l’enorme mole di scritti in proposito puo’ verificarlo.Probabilmente c’e’ stato un po’ di dolo a posteriori per interessi di bottega (garantire il buon nome dei laboratori che effettuavano l’esame) che si e’ aggiunta ad errori e approssimazioni iniziali nella definizione e esecuzione del protocollo scientifico: e’ acclarato e incontestato (fatto ammesso anche dall’attuale direttrice del British Museum allora stretta collaboratrice di Tite) che sui risultati pubblicati su Nature c’e’ un banale errore di calcolo sul chiquadro e che i risultati non sarebbero stati considerati attendibili senza quell’errore; non ci fu il coraggio di ammettere che il risultato raggiunto non era significativo.Inoltre gli esami dei 3 laboratori non furono effettuati simultaneamente. I risultati dei primi 2 erano noti al terzo prima che questo comunicasse i propri, che furono guarda caso molto diversi da quelli dei primi 2 e significativamente piu’ antichi; la necessita’ di questa che fu probabilmente la piu’ grave maniplazione fu dovuta al fatto che se si fossero considerati i risultati solo di Zurigo e Tucson la data sarabbe stata troppo recente (in contrasto con le testimonianze storiche) e quindi l’esame sarebbe risultato palesemente falso. Aver retrodatato i risultati di Oxford provocava la non affidabilita’ dell’intero test sul chiquadro che fu cosi’ corretto a posteriori con un “banale errore di calcolo”.La contaminazione che e’ stata scoperta (c’e’ cotone nei campioni della zona da cui e’ stato fatto il prelievo) e’ perfettamente coerente con quanto accaduto (quel lembo di tessuto risultava piu’ recente e bisognava in qualche modo retrodatarlo).P.S: non si tratta di “credere all’errore ne’ del prelievo ne’ del tessuto”. Credere e’ una dimensione spirituale: si puo’ credere in un Dio; meno senso ha credere nella scienza come non lo ha credere nell’autenticita’ della “Sindone”, che non e’ oggetto di fede ma di verifica. La scienza procede per ipotesi e verifiche di queste attraverso test sperimentali che possono essere piu’ o meno validi in funzione di una miriade di criteri. La scienza procede anche per errori e per il riscontro di essi attraverso nuove interpretazioni dei risultati che tengono conto di nuove condizioni al contorno. Le verifiche che si effettuano aiutano la ragione a discernere ma se si ha un preconcetto in un senso o in un altro qualsiasi verifica che non sostiene il proprio pregiudizio viene rifiutata.Un atteggiamento razionale non nega a priori l’autenticita’ della sindone ma valuta le prove portate a sostegno dell’una e dell’altra tesi e se una prova portata a sostegno viene successivamente smentita in modo scientifico e con dati di fatto non ha paura di riconoscerlo.

  14. Rudolf dice:-NELL’OBLIO GENERALE, E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DIVULGARE L’ULTIMA VERITA’ CHE IL VOLTO DELLA SINDONE, ESEGUITO SEGRETAMENTE DA LEONARDO E’ L’NSIEME DI DUE META’ VOLTI “QUELLO Del MOLAY E QUELLO DI LEONARDO” _________________Assistiamo senza più stupirci ogni giorno a nuove ipotesi, a nuove date; anche quella sul C14 è messa in discussione a causa delle temperature degli incendi subiti, la anipolazione ecc., mentre i pollini e tutte le polveri in essa contenuti non hanno subito alcuna metamorfosi, sono lì a testimoniare l’esatta provenienza del telo. Ma non vi rendete conto quanto sia debole la linea di demarcazione tra il vero e il falso. La mente umana è in grado di far apparire il certo per l’incerto, il vero per il falso, il bianco per il nero, troppi innocenti nelle galere. Ora fare luce su un argomento tanto discusso è oltremodo pericoloso, troppi i pro, troppi i contro. Magari tirando fuori dal cilindro magico un documento, una attestazione che ribalti una verità, senza tenere conto del dubbio. Se vi dicessi che Leonardo da Vinci più di cinque secoli fa ha lasciato una documentazione artistica che testimoniasse quanto Lui sia coinvolto sul nuovo volto della Sindone di Torino? Una tempera all’uovo inedita, rimasta nascosta per più di cinque secoli, presso custodi che nel tempo avevano perso la conoscenza del suo valore. Guerre, persecuzioni, programmi di sterminio di intere razze…. come per la Sindone prima del 1353, si erano perse le tracce anche di questo dipinto di Leonardo, che per la sua franchezza diventa la chiave di volta sul mistero della Sindone di Torino e non di altre se ne dovessero esistere!Osservando il telo sindonico, la prima cosa che colpirà i nostri occhi saranno in sequenza, le bruciature del telo, il sangue causato dai chiodi sui polsi e sui piedi, il sangue delle spine e il sangue dei colpi della flagellazione, in ultimo con fatica scorgeremo il corpo. A meno che non sia una bufala, il corpo sulla Sindone è stato impresso al negativo. Se così fosse, perché le ferite profonde e il sangue delle spine, dei chiodi, della lancia e le piaghe della flagellazione, sono impressi al positivo, come le bruciature del telo?. Non occorre essere dei fotografi per capire ciò. Infatti se invertiamo l’immagine della sindone da negativo in positivo, le bruciature essendo state al positivo si presenteranno al negativo più chiare, ma vi è una anomalia di fondo, perché le ferite e il sangue della passione seguono la stessa sorte delle bruciature del telo, si manifestano più chiare al negativo, non dovevano essere già al negativo come tutto il corpo? Ora non si possono chiudere tutti e due gli occhi, e dire “ma sarà così, cosa ci dobbiamo fare?” Questo fatto spiegherebbe la certosina opera di qualcuno nel ricostruire manualmente tali segni, secondo quanto scritto sui vangeli durante la passione di Cristo. In ultima analisi, perché la trasfigurazione del corpo “martoriato” di Gesù doveva riservare alla storia due diversi sistemi impressivi, quello al negativo per il corpo, mentre le ferite e il relativo sangue al positivo? Non sono anche loro parte integrante del corpo? Sicuramente la verità da qualsiasi parte la si voglia vedere, fa acqua da tutte le parti. Dire che la Sindone sia autentica “ tutto da dimostrare, magari mostrando un bel certificato di autenticità, una pergamena di capra scritta in antico aramaico databile a quel tempo”, non escluderebbe comunque l’intervento manuale di qualcuno su tutto il telo e soprattutto sul volto, un tentativo per renderla più unica, e più leggibile. Cosa costa ammettere tutto ciò? In realtà a dimostrare tutto ciò, ci ha pensato più di cinque secoli fa l’artefice della beffa della storia, Leonardo da Vinci, dipingendo come era uso fare, la verità della Sindone di Torino, su una tela di seta, una tempera all’uovo di piccole dimensioni 33?43 cm., dai contorni a dir poco magici e misteriosi, rimasta da sempre nascosta a disposizione di pochi.Andando più avanti con il discorso sui misteri della Sindone, presso la Biblioteca Reale di Torino, se il destino vi aiuterà, vedrete un foglio di carta ingiallito dal tempo, con dei disegni e scritte, viene catalogato come un semplice studio sul volto e sull’occhio di Leonardo da Vinci. Questo disegno quasi insignificante, se non per la firma che porta, in realtà è la base, è il progetto numero uno, che assieme alla misteriosa tempera all’uovo diventano quella miscela esoterica di verità sul mistero del volto della Sindone di Torino. Scienziati di oltre oceano, giurano che il volto della Sindone sia il ritratto di Leonardo da Vinci. Altri assicurano che sia il ritratto di Molay, l’ultimo Gran Maestro del Tempio. Guardate bene come l’arcano aleggia nell’aria, che oltre al riferimento scontato che sia il volto di Gesù, sempre più spesso con insistenza vengono affermati questi due volti. Le chiromanti non centrano, vi è un detto che la verità viene sempre a galla. Io posso anticipare, quello che le due icone dell’arte di Leonardo “lo studio e la tempera all’uovo”, esprimono senza tema di smentita, che il volto della sindone è mezzo volto di Leonardo e mezzo volto di Molay. Come si può dirlo? Semplicemente posando uno specchio bifronte sulla ipotetica mezza ria dalla fronte al mento dividendo esattamente a metà la lunghezza del naso della mirabile tempera all’uovo del XV secolo, che Leonardo ci ha voluto lasciare quale unica testimonianza figurata a tale scopo, più in generale raffigura un volto di Gesù che tale non è. Sullo specchio, a sx apparirà il ritratto di Molay, simile ai ritratti esistenti, e a dx un autoritratto di Leonardo nei minimi particolari, più giovane di quello che normalmente siamo abituati a vedere, il vecchio uomo barbuto.Perché proprio Molay?Christopher Knight e Robert Lomas presero a spunto proprio l’arresto di Jacques de Molay per sostenere questa tesi, certamente originale, ma non da buttare. Proviamo a seguire questa tesi. Il Gran Maestro, incarcerato, sarebbe stato sottoposto ad una forma di tortura mirante a riprodurre sul suo corpo alcuni segni della Passione di Cristo. Fu inchiodato alla porta del carcere, fu picchiato a sangue e fustigato. Prima che il corpo fosse portato via, venne ordinato che venisse avvolto nello stesso telo requisito alla vittima, (un telo di lino sicuramente di gran storia), che da oggetto di scherno verso Cristo diventi il sudario della sua personale “passione”. Il corpo di de Molay in attesa della sua morte, veniva portato in una cella sotterranea, fredda ed umida, dove gli umori delle ferite, ovvero il sudore mescolato al sangue, il corpo febbricitante produceva un vapore che aveva impregnato il tessuto, “impressionando” l’immagine del Templare sul lenzuolo.” Quindi è questo il procedimento per imprimere un corpo sul lenzuolo funebre, un corpo vivo, febbricitante, ancora caldo, in certe condizioni particolari come l’atmosfera nei sotterranei delle prigioni fredde ed umide, poteva per reazione naturale imprimere sul lenzuolo una impronta simile a quella della Sindone, ciò che non avrebbe potuto fare un corpo freddo con del sangue coagulato e secco. Sarebbe questa la vera origine della Sacra Sindone?. L’immagine su quel tessuto, incredibilmente nitida, di un uomo di un metro e ottanta, dal lungo naso, i capelli lunghi, una folta barba, è dunque quella di Jacques de Molay? Leonardo da Vinci (1452-1519), per le sue vicissitudini e per le sue frequentazioni, era sicuramente venuto a conoscenza di questa originale storia. Mentre era stato autorizzato ad intervenire segretamente sul telo Sindonico quando il Ducato dei Savoia comprendeva ancora la Città di Chambéry sul suolo Francese, dove si trovava la Sindone , trasportata magari segretamente a Torino, inquanto il volto della sindone era poco appariscente e molto pasticciato, da far gridare al falso durante la maggior parte delle ostensioni. Leonardo aggiunse molte altre cose su quel volto come solo lui sapeva fare, probabilmente anche le monete sugli occhi. Per inciso, “Leonardo da Vinci in quel tempo aveva circa 40 anni, era presente a Milano presso la corte del Moro dal 1490”. Ma vi è un altro fatto, da non sottovalutare che collega il Molay alla Sindone di Torino, il vituperato C14, che in questo caso, se il telo funebre non fosse quello di Costantinopoli. confermerebbe una data tra il 1260 e il 1390, una datazione che comprende, senza ombra di dubbio il martirio del Molay e del suo compagno di sventura Geoffroy de Charny. Il Molay fu arso sul rogo nel 1314, assieme al suo amico d’arme Goffredo di Charny, guarda caso lo zio dell’omonimo Goffredo di Charny (nipote), proprietario documentato della Sindone di Torino dal 1350. Non ci è dato di sapere se quella Sindone fosse la stessa Sindone di Costantinopoli, o qualche cosa d’altro. Dopo trentasei anni dalla morte dello zio, il nipote omonimo, dichiara apertamente di essere in possesso della Sindone, morirà, senza mai spiegare come sia venuto in suo possesso. Della Sindone si erano perse le tracce da circa 150 anni. Se fosse stata la vera Sindone di Costantinopoli, era tutto interesse del nipote rendere chiara anche la sua provenienza come preda di guerra, ma questo non accadde, forse, sostenere delle bugie era più difficile che tacere. Ma questo nipote, non si era mai dimenticato dello zio (del quale portava il nome), arso sul rogo con il Molay ultimo Gran Maestro del Tempio. Infatti nello svelare l’esistenza di questo telo funebre, faceva coniare una targhetta commemorativa, in piombo e stagno a sbalzo, di (cm. 4,5?6,2) che riproduceva per la prima volta esattamente la Sindone di Torino, con gli stemmi nobiliari di Geoffroy de Charny e dei Vergy il casato di sua moglie. In mezzo ai quali è rappresentato un sepolcro vuoto, mentre il sepolcro vuoto per effetto di un finissimo intervento a sbalzo evidenzia una croce templare,“Idealmente doveva essere il sepolcro per contenere il corpo di Molay ultimo Gran Maestro dei Templari, bruciato sul rogo con lo zio di Gioffroy e non quello di (.)? ”. Non a caso questa targhetta-ricordo fu trovata nella Senna nel 1855 presso il Ponte di Change, proprio difronte al ponte di Neuf, il luogo dove Molay e lo Zio furono immolati sul rogo. Probabilmente gettata durante una cerimonia segreta per commemorare Loro, e tutti i Templari? Di questo medaglione considerato importantissimo anche per altri motivi, esiste solo questo esemplare, sicuramente non furono stampati molti pezzi, solo qualche esemplare ad uso e consumo di una stretta cerchia di Cavalieri del Tempio. Oggi l’unico medaglione si trova a Parigi, nel Museo Nazionale del Medioevo-Thermes de Cluny.Perché Leonardo da Vinci? Leonardo, come il padre era profondamente anticattolico, non tollerava il clero ed era attratto da una religione personale più vicina alla natura che alla storia di Gesù o dei Santi. Il geniale toscano, arrivò a Milano nel 1482 e vi rimase per ben sedici anni al servizio di Ludovico il Moro, “mai una riga che svelasse dei contatti con i custodi della Sindone i Savoia”, mentre le cronache ci riferiscono di come si occupasse nei diversi campi delle scienze e delle arti, con prevalenza nell’arte pittorica, infatti, qui realizzò opere molto importanti tra le quali l’ultima cena che fu realizzata intorno al 1495-1497 nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Nel 1499 Ludovico il Moro fuggì da Milano, dopo l’invasione del ducato da parte dei francesi, mentre Leonardo intraprese una serie di viaggi, si recò a Mantova, a Venezia, e poi ritornò a Firenze, in questi anni iniziò anche il famoso ritratto della Gioconda, un dipinto a lui caro che portò con se anche in Francia, alla quale non poté negare quel sorriso quasi complice per quello che aveva fatto. Leonardo come avrebbe potuto architettare questa gigantesca beffa della storia? In realtà Lui fu lo strumento, lavorò su commissione in gran segreto, per conto della Chiesa e Dei Savoia o per espresso ordine dei loro diretti fiduciari. Probabilmente il volto della Sindone necessitava di urgenti lavori di restauro, sin dalla sua apparizione nel lontano 1353, nel tempo, sempre più spesso, durante le ostensioni il telo veniva considerato come una grande bugia. Durante la sua permanenza al soldo di Ludovico il Moro, Leonardo, aveva continui contatti con esponenti del Priorato di Syon, e con artisti più o meno noti, iniziati alle scienze esoteriche. Anche se mai dichiarato apertamente, la Sindone di Torino fu da sempre in un certo senso, un protettorato dei Cavalieri del Tempio, non dimentichiamo chi la possedeva, quando riapparve nel 1353 a Lirey in Francia. Quali le sue segrete origini, e chi era in realtà impresso sul telo funebre, a detta di Leonardo “l’ultimo Gran Maestro dei Templari”. Quale migliore occasione, per architettare in gran segreto una simile beffa, nel dare un nome al soggetto dell’oggetto, e inserendo nel contempo la propria immagine accanto allo stesso soggetto, quasi una firma autografa. Per confermare ciò, trascrisse questo messaggio su una misteriosa tela di seta, rimasta segreta per più di cinque secoli, una tempera all’uovo del XV secolo, riscoperta verso la fine del XX secolo durante un rocambolesco recupero effettuato da alcuni fiduciari per conto del Terzo Reich durante lultimo conflitto mondiale. Questo recupero, non fu mai portato a termine, infatti prima di essere recapitato all’Ordine delle Tenebre, il dipinto venne intercettato da un ignaro Custode, che lo ospitò nella sua dimora fino al 1972. Possiamo concludere che Leonardo, sicuramente anche per le sue capacità tecniche, si è trovato “suo malgrado”, coinvolto in questo artificio solo per caso, che a causa della sua vena ispida e ironica, trasformò un segreto per pochi, in una beffa per molti.a.D.2009Rudolf

  15. I DUE VOLTI DELLA SINDONE DI TORINOAllo stato attuale delle ricerche, occorre riconoscere che da un punto di vista strettamente storico, non è possibile tracciare in maniera definita le vicende della Sindone anteriormente al XIV secolo.Infatti, la storia “certa” della Sindone inizia intorno alla metà del Trecento, quando appare a Lirey.Da quella data tutti i passaggi sono rigorosamente documentati (Lirey,Chambéry,Torino).E prima? Sostanzialmente le risposte sono due: o la Sindone non è mai esistita, oppure la Sindone era presente nel mondo orientale, conservata e presentata con modalità diverse da quelle assunte poi nel mondo occidentale. La Sindone è un lenzuolo funebre tanto complesso, da essere considerata anche ai giorni nostri impossibile.La Sindone è un lenzuolo di lino che ha certamente avvolto due uomini in epoche diverse, che furono flagellati, coronati di spine, crocifissi e trapassati da una lancia al costato. Le macchie di sangue e di siero presenti sul lenzuolo sono irriproducibili con mezzi artificiali. È il sangue coagulatosi sulla pelle di un uomo in stato di rigor mortis, e ridiscioltosi a contatto con la stoffa inumidita da unguenti determinando solo macchie senza contorni quasi invisibili. Si tratta di sangue umano maschile di gruppo AB che all’analisi del DNA è risultato molto antico. Oltre al sangue, sulla Sindone risultano impressi due corpi sovrapposti. Questa immagine complessa formatisi con la sovrapposizione di due corpi, uno gelido pre esistente, l’altro caldo febbricitante ancora vivo, è paragonabile ad un negativo fotografico. Questa immagine è superficiale, dettagliata, tridimensionale, termicamente e chimicamente stabile. I suoi chiaroscuri sono proporzionali alle diverse distanze esistenti fra corpo e telo nei vari punti di drappeggio. Si può dunque ipotizzare un effetto a distanza di tipo di vaporizzazione radiante. L’immagine non è stata prodotta con mezzi artificiali. Non è un dipinto né una stampa, è assente qualsiasi pigmento?. Si può dipingere con il sangue diluito in un ampolla con acqua e sale senza usare i pennelli, ma solo per contatto facendo una piccola pressione circoscritta attraverso una matrice? La tecnica usata, permetteva anche di produrre immagini al negativo.) “IL VOLTO DELLA SINDONE IN PRATICA UN DIPINTO CHE NON E’ UN DIPINTO” CE LO SPIEGA LEONARDO DA VINCI COME LO HA FATTO:- La scrittura con la seta, per questo sistema impressivo veniva utilizzata una matrice di seta.Il sistema è un procedimento di stampa per contatto, che consiste nel far passare il sangue diluito, attraverso le maglie del tessuto di una matrice facendo una pressione con uno strumento a forma di una spatola. Leonardo stravolse questo attrezzo lo avvolse completamente con delle bende o garze cercando di mantenere la sua rigidità, ma nello stesso tempo renderlo morbido e assorbente, lo intingeva nel sangue molto diluito in acqua e sale e con una leggera pressione faceva passare il sangue diluito attraverso le maglie libere e strette del tessuto di seta usato come matrice, depositando le gocce sul supporto da imprimere “il telo funebre”.La matrice è costituita normalmente da un telaio in legno, sul quale viene teso ed incollato il tessuto di seta facendo sì che le maglie, in tensione, risultino ben aperte secondo la necessità, per facilitare il passaggio della miscela di sangue. Con un procedimento manuale si chiudono le maglie nelle zone che non si vogliono stampare e si lasciano aperte le maglie nelle zone da stampare, in questo caso la soluzione sanguigna che impregna lo strano pennello, viene quasi guidata dalle sapienti mani dell’ artista. Non era necessario fare una pressione forte perché la soluzione acquosa del sangue potesse oltrepassare gli spazi liberi della matrice, in modo che si depositasse per contatto sul supporto da imprimere. In questa maniera, il lenzuolo funebre assorbiva quasi naturalmente la quantità di sangue acquoso voluta dall’artista, prendendo le forme e le volumetrie volute da Leonardo, seguiva ad ogni passaggio del liquido sanguigno, il riscaldamento con un gran numero di candele per asciugare la stesura, e qualche volta per contatto con un attrezzo metallico riscaldato.Da questa spiegazione, risulta che sulla Sindone vi siano stati impressi più immagini, un corpo molto antico presumibilmente risalente all’anno 30/33, “se ciò fosse vero ci troveremo difronte al telo di lino che avvolse il corpo di Gesù” se così non fosse, esisteva già un falso, un corpo presumibilmente morto in stato di rigor mortis, usato come reliquia dai Templari; 1281 anni dopo, verso il 1314, fu disteso e avvolto con molta precisione un secondo corpo ancora vivo e febbricitante, che recava anch’esso i segni della passione di Gesù; 181 anni dopo, verso il 1495 qualcuno intervenne con la tecnica su esposta, per definire il volto e altre parti sul telo. Quindi sulla Sindone vi sono tre periodi distinti, e tre differenti impressioni sul telo, questo è il motivo per il quale la Sindone di Torino non può essere riprodotta esattamente come è. Per onore di cronaca, non dobbiamo dimenticare anche le vicissitudini cruente subite dal telo funebre a causa degli incendi nelle varie epoche.La Sindone un falso o più falsi? Dove potrebbe intrecciarsi anche un velo di verità. Quanto rimarrebbe di quella verità dopo tante manipolazioni? Per i credenti Cristiani può rimanere il simbolo della resurrezione. Per i Cavalieri del tempio anche il telo funebre del loro ultimo Gran Maestro, dove Leonardo ci mise del suo.a.D. 2009Rudolf

  16. Ho cercato di fare una mia personale e attenta osservazione dell’autoritratto di Leonardo e del volto della sindone e ho notato una cosa:se si proporzionano i due volti in modo che la distanza fra la bocca e gli occhi coincida, la scatola cranica di Leonardo è molto più alta di quella del volto sindonico.

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