Ancora crop circles in Inghilterra

Eccoci ai nuovi cerchi nel grano.

West Down Gallop - 4 luglio.jpg

Il primo che discuterò è quello di West Down Gallop del 4 luglio. Ancora la rondine, ancora un segno di resurrezione. La rondine è il simbolo dell’anima. È l’aspetto femminile, l’anima purificata, rappresentata dalle principali dee dell’antichità. La rondine ritorna dopo altre apparizioni quest’anno. Si era manifestata la prima volta nella stagione 2003 ad Adams Grave il 4 agosto. Una splendido disegno, di grande perfezione e impatto visivo, in cui tre rondini di dimensione crescente sembravano spiccare il volo. Il simbolismo della rondine è di grande importanza nel contesto del nostro studio, in quanto anche’essa è rappresentazione della Dea e dell’anima. Nella tradizione dell’antico Egitto questo leggiadro uccello era sacro alla dea Iside, in quella greca ad Afrodite, in quella babilonese a Ishtar e nella tradizione Cristiana alla Vergine Maria, come magistralmente rappresentato nell’opera “La Madonna della Rondine” dal maestro Carlo Crivelli, realizzata tra il 1490 e il 1492. Il motivo è presto spiegato. Nell’antico Egitto le rondini erano nominate nei Testi delle Piramidi in associazione alle “Imperiture Stelle del Nord”. Le stelle del nord erano le stelle del Grande Carro, che non tramontando mai erano, per questo, associate all’immortalità. Inoltre l’immortalità, secondo le antiche scuole di saggezza, era il completamento di un processo iniziatico che portava il sovrano a rinascere simbolicamente in vita e manifestare lo Spirito in terra. Tale processo è similare a quanto nella tradizione Cristiana si dice della rondine, che tornando ogni primavera, simbolegga la resurrezione e la vita, cioé l’energia solare che sancisce la rinascita dell’Uomo. Nella Bibbia è il profeta Geremia a citare quest’uccello: “Anche la cicogna nel cielo conosce i suoi tempi; la tortora la rondinella e la gru osservano la data del loro ritorno” (Ger 8.7). Una frase che lascia intendere che il ritorno dell’uomo sacro (portato simbolicamente dalla cicogna) avverrà attraverso una purificazione (la tortora) che ottenuta mediante il fuoco (la gru o fenice) sancirà la sua rinascita (rappresentata dalla rondine). La scelta dei Superiori Sconosciuti di raffigurare quest’uccello non è stata quindi casuale. La via dell’otto, la via della giustizia, trova nella rondine uno dei suoi principali animali totem.
Il simbolismo della corda conferma quanto espresso sinora, dato che secondo gli antichi Sumeri (da cui nacque la tradizione babilonese) il mondo era cinto da una corda chiamata appunto “la corda del mondo”, rappresentante “le acque che lo avvolgono e che uniscono il Cielo alla Terra”. Si ricordi che l’acqua è proprio l’elemento mediatore che incrementa il proprio stato vibrazionale energetico, e rappresenta nel linguaggio mistico l’anima che una volta fecondata partorisce lo Spirito di Luce, realizzando l’Uomo Perfetto. Tale messaggio è stato sottolineato anche nella stagione 2003 con ben due formazioni. Platone parlava de “la corda luminosa che incatena l’universo” e che unisce il cielo alla terra, i due poli della creazione. Interessante parallelismo con le due corde opposte del pittogramma di West Down Gallop. René Guénon ne “Simboli della Scienza Sacra” scriveva: “la Loggia è l’immagine del Cosmo (…). Stando così le cose l’ubicazione di un edificio doveva essere determinata e ‘incorniciata’ da qualcosa che in un certo modo corrispondesse a quella che si potrebbe chiamare “la cornice” stessa del Cosmo”.
Poiché la Loggia è un tempio, sappiamo che il tempio divino per eccellenza non è un luogo fisico, quanto invece l’Uomo, l’individuo che ha purificato sé stesso ed è divenuto tutt’uno con la creazione. Cielo e Terra attraverso di lui sono uniti ed egli è collegato direttamente dal suo centro, il cuore (il cui nome latino era proprio “corda”) al centro della creazione (ecco perché è così importante il centro delle due formazioni) tramite una simbolica catena, che come scrive Guénon “diventa così il simbolo della cornice del Cosmo”. Ne abbiamo conferma dalle tradizioni più antiche. Il prototipo del Messia era il dio sumero Enki. Egli era, infatti, chiamato la “Corda”, in quanto rappresentante del Sole tra gli uomini e unificante il Cielo con la Terra, il mondo degli con quello degli uomini. “Il Cielo (An parlò alla terra (Ki), la terra (Ki) parlò al Cielo (An)” scrissero i sumeri. Questa definizione non è arbitraria. Enki, nel testo sumerico intitolato Enki e il nuovo ordine del mondo ai versi dal 72 all’85, recita: “Io (Enki) sono il detentore del sigillo di Cielo e Terra”. E ancora “Io sono assiso assieme ad An sul trono di An, colui che esercita la Giustizia, Io sono colui che stabilisce il buon destino, tenendo l’occhio rivolto al Kur (il monte della Luce, N.d.A.)”.
Questi passi tratti dal poema sumerico presentano molte analogie tra il Messia sumero Enki e quello giudaico Cristo. Entrambi sono seduti sul trono accanto al Dio creatore, entrambi esercitano la giustizia, entrambi unificano il Cielo e la Terra, entrambi sono associati all’occhio di Dio che osserva la sua creazione, entrambi sono simbolizzati dal pesce.


Silbury-Hill - 5 luglio.jpg

La formazione della Silbury Hill del 5 Luglio è invece certamente uno dei glifi più belli mai apparsi. Vi possiamo ravvisare una sorta di copricapo nativo-americano, che in queste culture è composto di piume d’aquila, e rappresenta la corona solare dell’Uomo Sacro. Vi possiamo ravvisare anche il simbolismo della coa del Pavone sacro, quello che nella tradizione persiana era chiamato Simurg, l’Uccello Saggio e Taumaturgo. Farid al-Din Attar, nel secolo XIII, lo innalza a simbolo o immagine della divinità, nell’opera intitolata Mantic-al-tayr (Dialogo degli Uccelli). L’argomento di questa allegoria, che occupa circa quattromilacinquecento distici, è curioso. Il remoto re degli uccelli, il Simurg, lascia cadere in mezzo alla Cina una piuma splendida; gli uccelli risolvono di cercarlo, stanchi della loro antica anarchia. Sanno che il nome del loro re significa trenta uccelli; sanno che la sua reggia è nel Kaf, la montagna o cordigliera circolare che cinge la terra. Al principio, per paura, alcuni uccelli si schermiscono: l’usignolo allega il suo amore per la rosa; il parrocchetto la sua bellezza, che gli è ragione di vita ingabbiata; la pernice non può prescindere dalle colline, né la gazza dalle paludi, né il gufo dai ruderi. Alla fine, si lanciano nella disperata avventura; superano sette valli, o mari; il nome del penultimo è Vertigine; l’ultimo si chiama Annichilamento. Molti dei pellegrini disertano; altri periscono nella traversata. Trenta, purificati dalle proprie fatiche, toccano la montagna del simurg. Lo contemplano finalmente: s’accorgono che essi stessi sono il simurg, e che il simurg è ciascuno di loro e tutti loro. Dunque il Simurg è il Cristo, Lo Spirito Solare che alberga in noi (come solare è il simbolo principale di questa formazione) e che come per la coda di pavone, possiede simbolicamente infiniti occhi in quanto egli può vedere ovunque, in ogni mondo, anche a quelli che i comuni mortali non possono percepire (un parallelismo con la formazione discussa sopra). Al centro della formazione sembra di ravvisarvi un ragno, la Vedova Nera, ancora un simbolo relativo all’anima, alla dea Iside, all’anima Sophia (“Io sono nera ma bella” è scritto nei Salmi).
In chiave positiva il ragno è simbolo dell’ordinamento cosmico e la tela per la sua struttura a raggi può anche diventare il simbolo dell’irradiarsi dello spirito divino.

Ancora crop circles in Inghilterraultima modifica: 2009-07-10T19:22:00+00:00da adrianoforgione
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