La Sindone dei Crop Circles

Mentre le polemiche sull’origine del fenomeno cerchi nel grano continuano, a oltre trentacinque anni dalla sua comparsa ufficiale nell’era dei mass-media, i campi di cereali inglesi continuano a presentare l’assoluta meraviglia artistica di una mente che sembra avere deciso, anno dopo anno, di svelare se stessa attraverso i simboli impressi nelle coltivazioni. In effetti, nella sua complessità la stagione 2010 dei cerchi nel grano, pur esprimendosi con una qualità artistica nella media delle precedenti, ha avuto un picco notevole nella doppia formazione di Wickham Green del 30 luglio. Si tratta dell’orami nota stilizzazione in cerchi di un volto, che sembra essere stato diviso in due metà non perfettamente corrispondenti ma comunque speculari e complementari, che sono state chiamate Wickham Green nord (la metà sinistra del volto) e Wickham Green sud (la metà destra). I due “cerchi” apparsi in una sola notte in campi attigui sono immediatamente stati considerati dalla comunità internazionale di ricercatori come una versione stilizzata del volto della Sindone. Anche chi scrive ha pubblicato il 31 luglio, nel proprio blog, la notizia in questi termini: «Stamane ho avuto notizia dell’apparizione di un’immagine nei campi del Wiltshire, Inghilterra. In realtà  si tratta di due formazioni gemelle nel medesimo campo (inframezzato da una doppia carreggiata autostradale) tra il 29 e il 30 luglio. Nessun commento ufficiale, assoluto silenzio sul significato. Ci ho lavorato su. L’immagine mi si è aperta letteralmente davanti agli occhi. È l’Uomo della Sindone, il suo Volto. Il fatto che vi sia una formazione gemella nello stesso campo pone il discorso del gemello spirituale, l’uomo di carne e l’Uomo di Spirito, il corpo e la sua parte gloriosa. Gesù e Giovanni o anche Gesù e Tommaso». Affianco all’immagine di una delle due formazioni avevo posto a confronto il Volto della Sindone. Non ero stato l’unico. La stilizzazione di quel volto era troppo evidente perchè passasse inosservata e, praticamente in contemporanea, l’intera comunità internazionale di ricercatori ha associato la doppia formazione di Wickham Green alla Sindone.

Le analisi

I grafici relativi alle due formazioni hanno portato i ricercatori ad unire ciò che prima era separato e le due metà, grazie alla diffusione di Photoshop e dei programmi di ritocco fotografico, sono state sovrapposte per fornire quella che tutti hanno considerato l’immagine completa della formazione di Wickham Green. Il volto dell’Uomo della Sindone è stato per la maggioranza dei ricercatori la chiave e soluzione al pittogramma ma c’è stato anche chi ha associato l’immagine alla Gioconda, alla Sfinge marziana, a visi di umanoidi alieni di tipo nordico e persino di grigi dalla lunga capigliatura. Ovviamente si tratta di cattive elaborazioni che hanno portato a fuorvianti conclusioni e la prima impressione offerta, la Sindone, a nostro parere, è quella che esprime esattamente l’identikit di colui che è celato in questa formazione. Ho voluto cimentarmi anch’io nell’elaborazione del volto di Wickham Green e durante questa operazione mi sono reso conto che quanto era stato presentato da altri ricercatori non era propriamente accurato. Gli schemi delle due formazioni erano state semplicemente sovrapposti facendo sì che le 16 linee e i cerchi allineati su di esse corrispondessero perfettamente in modo tale da generare l’immagine. Questo faceva sì emergere un viso di tipo cristico, ma a mio parere esso è mancante delle giuste proprozioni dei lineamenti della Sindone oltre ad essere privo di tridimensionalità. Normalmente questo tipo di immagini vanno osservate da una certa distanza in modo tale da far emergere l’insieme in esso rappresentato e in questo modo l’immagine non era propriamente coerente e presentava un insieme troppo confuso a livello della bocca. Ho quindi pensato che per ottenere l’immagine celata nella formazione fosse necessario un ulteriore passo perchè sembrava proprio che l’intelligenza celata nel fenomeno richiedesse uno sforzo interpretativo più profondo. Ho quindi sovrapposto le due metà lasciando che una delle due avesse una trasparenza del 50%. In questo modo avrei potuto, pur senza snaturare l’immagine, ottenere una maggiore profondità simile a una sorta di tridimensionlità creata dalla differenza tra il nero e il grigio. Nonostante ciò, il risultato non era soddisfaciente, l’immagine era ancora troppo confusa e poco proporzionata così ho intuito che le linee dove giacevano i cerchi non andavano sovrapposte completamente, ma leggermente sfasate in modo da ottenere un cerchio dotato non più di 16 linee ma 17, pur mantenendo una perfetta simmetria tra parte destra e sinistra. In quell modo ho ottenuto un risultato più proporzionato a quello di un viso umano. Ho quindo usato su questo risultato due ulteriori filtri, senza però modificare alcun parametro dell’immagine. Il primo è una texture a mosaico (patchwork) che ha eliminato i rumori di fondo e che ha reso il tutto simile ad un’immagine a pixel. Il risultato è stato sorprendente a prima vista, un viso umano simile alla Sindone sembrava già emergere da quell’elaborazione, ancor di più se lo si osservava da una certa distanza. Mancava solo l’ultimo passo, trasformare l’immagine a mosaico in qualcosa di più morbido, di più vicino alla realtà. Dunque ho applicato all’elaborazione a mosaico il filtro “artistico acquerello” in modo tale offrire tale morbidezza, senza però, anche in questo caso, variare alcun parametro dell’immagine. Lascio a voi giudicare il risultato. Sono rimasto sbalordito nel vedere emergere l’immagine del Volto della Sindone nella sua quasi perfetta corrispondenza con la sacra reliquia. Si riconoscono chiaramente le linee del lungo naso, una delle caratteristiche principali del Volto sindonico. Come prova di controllo ho dapprima sovrapposto il mio risultato con l’immagine sindonica e, successivamente, con l’immagine realistica del volto dell’uomo della Sindone che la NASA realizzò nel 1978, partendo dal negativo del viso sindonico. La corrispondenza è schiacciante e assolutamente indubbia. Nella sovrapposizione con la Sindone corrispondono persino le volute della capigliatura. A questo punto ogni dubbio è diradato e non c’è dubbio che l’intelligenza che ha creato questa doppia formazione ha anche elaborato la più incredibile delle opere, forse la più complessa e bella in assoluto in 35 anni di fenomeno. Alla faccia dei falsari.

(continua su FENIX 25 e su XTIMES 25)

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La Sindone dei Crop Circlesultima modifica: 2010-11-23T12:08:55+00:00da adrianoforgione
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7 pensieri su “La Sindone dei Crop Circles

  1. Personalmente non credo che ci siano prove irrefutabili riguardo al volto di quello che noi chiamiamo il Christo. Ma anche se lo fosse non spiega come mai queste intelligenze si sono prese la briga di elaborare una costruzione così complessa, e poco leggibile comunque, non visibile d’acchito come per le altre. Non si spiega. Va oltre i canoni ordinari trasmessi fino ad ora. Credo altresi che la nostra mente può essere perfettamente pilotata a pensare secondo canoni correnti tranquillizzanti e diretta solo verso di essi. Non sappiamo allo stadio attuale chi si nasconde dietro a tutto ciò, ma io diffido per natura di chi vuole pilotare la mia mente. Credo che si debba mostrare attenzione quando si da una direzione netta. Questo non toglie che il fenomeno è interesante per molti versi, ma aspetterei per vedere dove vogliono arrivare queste presupposte intelligenze aliene… se lo sono davvero. Forse ci sarà da preocupparsi ancora di più dopo. E se il tutto fosse una mistificazione, per distogliere la nostra attenzione da ciò che ci stà sotto gli occhi da tempo? Le modulazioni di frequenza dannose esistono e sono già strumentali tra di noi e possono essere adoperate benissimo campi cerearicoli per disturbare il nostro reticolo magnetico naturale. Anzi sono perfette direi. Quale migliore prospettiva di deviare l’attenzione dal vero problema? Io ci rifletterei….Ciò non toglie nulla al lavoro compiuto da tutti i ricercatori esperti che vogliono cimentarsi, compresa me naturalemnte. E’ mio parere che l’immagine del Christo è un archetipo e come tale vive già nel nostro inconscio. Non occorre evidenziarlo, fa parte del nostro substrato cristallino, dove risiedono gli archetipi della vibrazione umana . La conoscenza di tale fenomeno è nota e molte intelligenze lo sanno…e pure il suo uso improprio.Grazie per l’ascolto.

  2. Sono d ‘accordo con astheria.Di mio aggiungerei che gli stessi autori prima ci danno una “risposta di arecibo” dove si nota una entità macrocefala – indi quasi sicuro “grigia” – poi un volto di grigio con affianco un disco criptato dove si dice di diffidare dai portatori di falsi doni ( qlcosa del genere) ed ora il volto della sindone…Forse il tentativo di una razza “nordica” di far passare il messaggio : noi vi somigliamo (anzi superiamo in tutto…) e vi amiamo; noi ci siamo,possiamo difendervi (da quei brutti mostri che cmq abbiamo creato noi…) ma dovrete fidarvi!…Mi sono sempre chiesto come mai nessun crop sia mai stato direttamente sabotato dalla controparte malevola (xkè se gli autori dei crop conoscono le tradizioni spirituali vuol dire che ne sanno più di noi sull anima e sono buoni….mica che sono loro i bastardi che ci manipolano da eoni proprio con queste cose!!!)…Malanga ci ha visto giusto.Non c’è dio buono e dio cattivo…Solo una congrega universale di senz’anima che ci imprigiona e alleva in serie! Siamo polli alle prese con pentole e piatti volanti….com è che non vediamo coltelli e forchette?!Siamo anime pinocchie nel paese dei balocchi…solo che “io-io-io” ora è diventato “01-01-01″…

  3. Bisogna prendere il fenomeno nella sua cronologia . I glifi hanno sempre intervallato simoblogie astrali a figure più esplicite di tutte le tradizioni religiose, a partire da quelle egiziane, attraverso la menorah e l’albero delle sephiroth,. Di recente i simbolismi sono diventati più cristici , attraverso croci, libellule, colibrì , rondini, fenici, tutte collegate con la resurrezione. Poi il volto sindonico, ha chiuso , se mi consentite il gioco linguistivo, il cerchio. Il messaggio è piuttosto chiaro. Tutto fa parte di un’unico progetto, compreso nei cicli astrali, e dei messiah. Perchè la controparte arcontica non interferisce? Beh , ma lo fa già screditando il fenomeno , e burlandosi di chi cerca di analizzarlo. Quale interferenza migliore se non quella di ridurre il tutto a una barzelletta? Dei controglifi , non farebbero che avvalorare i messaggi del logos.

  4. è terrestre. Senza ombra di dubbio. Il logos è terrestre. C’è solo da domamdarsi perché correre dietro a queste idiote supposizioni e ricostruzioni di “maniera religiosa” che contagia anche trasmissioni serie televisive. dagli e dagli, vedremo chi avrà ragione su questo argomento di “pura conraffazione elettromagnetica” .

  5. Caro Alex79, desidero complimentarmi con te per il tuo commento riguardante il Volto Sindonico nei cerchi del grano. Secondo me, hai “centrato” il cerchio! Non c’è dubbio che la fede operi il prodigio di illuminare, e quindi, di vedere più lontano di tante persone che hanno occhi, ma…non vedono! Ti lascio con un anagramma de’: I CERCHI NEL GRANO=RINNEGHI LA CROCE! Sembra un richiamo all’Umanità! Con amicizia, Giovanni

  6. Qualcuno ha copiato un falso per creare questo doppio Crop Circle “intrigante”.Celata nel volto di Gesù morto, nella Sacra Sindone, ci sarebbe addirittura la firma di Giotto. Con tanto di data, 1315, perfettamente in linea con le analisi al carbonio 14 fatte negli anni Ottanta. A sostenerlo è uno studioso veneto, Luciano Buso, pittore e restauratore, che da tempo rivendica la scoperta di una tecnica di scrittura nascosta usata dai pittori dell’antichità e tramandata di bottega in bottega fino quasi ai giorni nostri come sorta di incancellabile autentica delle opere.Usata da Raffaello, Leonardo, Giorgione, sostiene Buso, quella tecnica “antifalsari”, nata per criptare firme e date nelle pieghe della pittura era conosciuta anche molto tempo prima dal grande Giotto. Che anzi, a dire del restauratore trevigiano, si sarebbe divertito a nascondere miriadi di scritte in tutte le sue opere, dal ’Dono del mantellò della Basilica di Assisi alla Strage degli innocenti della cappella degli Scrovegni di Padova. L’analisi della Sacra Sindone – che Buso precisa di aver fatto studiando foto ufficiali, nitidissime, avute dall’Arcidiocesi di Torino – avrebbe portato alla scoperta, nel telo, di quella stessa firma tante volte identificata negli affreschi del Sommo Pittore. “La stessa grafia, lo stesso modo di apposizione delle scritte celate, lo stesso modo grafico di esecuzione del numero 15 che tempo addietro evidenziai nei dipinti di Giotto”, scrive Buso nel piccolo volume che illustra e documenta la sua tesi (Acelum Editore, pp.32 Euro 18). Anzi. Nel sacro lenzuolo, fa notare Buso, la scritta “Giotto 15″, che starebbe per Giotto 1315, sarebbe ripetuta tantissime volte, nel volto e prima delle mani incrociate del Cristo, in un caso anche a formare una lunga croce. Quindi Giotto avrebbe dipinto la tela e senza nessuna intenzione di dolo, tanto da firmarla in un cartiglio a forma ottagonale, schiacciato, appena sotto il mento del Cristo.Probabilmente, azzarda Buso, si trattò di un rifacimento della Sindone “eseguito su commissione perchè il vecchio lenzuolo doveva essere in pessime condizioni”. Nessun falso, quindi, “solo il rifacimento fisico del telo, chiesto ad uno dei più noti e bravi pittori dell’epoca medievale”, scrive lo studioso, sottolineando che a riprova della paternità dl pittore toscano c’è anche la grande affinità iconografica di particolari delle braccia, delle mani e delle gambe del Cristo con i vari personaggi raffigurati da Giotto nei suoi affreschi. La Sindone, conclude, “è stata e sarà sempre uno tra i più significativi simboli religiosi della cristianità, al di là del suo rifacimento da parte da parte del grande Giotto”.

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