10/03/2011

Trovato il Teschi di Cristallo di Heinrich Himmler?

TROVATO IL TESCHIO DI CRISTALLO CHE FU DI PROPRIETA' DEL LEADER DELLE SS NAZISTE, HEINRICH HIMMLER.

ABBIAMO AVUTO DA LÜC BURGIN, DIRETTORE DELLA RIVISTA TEDESCA "MYSTERIES", L'ANTEPRIMA PER POTER PUBBLICARE IN ITALIA LA NOTIZIA IN INGLESE  E UNA FOTO DELL'AFFASCINANTE REPERTO. LA NOTIZIA SARA' APPROFONDITA NEL NUMERO DI FENIX DI APRILE.

 


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Crystal skull by SS Chief Himmler discovered in Bavaria!

Basel (Switzerland), March 2011

Sensational discovery in Germany: the Swiss magazine MYSTERIES (www.mysteries-magazin.com) reveals exclusively in its latest issue (March/April 2011) that a crystal skull surfaced recently in Bavaria – from the personal belongings of SS Chief Heinrich Himmler! This splendid piece weighs 9.2 kilos and was discovered together with a top secret, three-page “inventory list” of the SS Reichssicherheitshauptamt dated April 1945.

In addition to the mysterious crystal skull from South America, this yellowed original document lists such famous artworks as a “centre panel of the Altarpiece of Ghent” in Belgium, Egyptian artefacts believed to have been lost, and secret documents of the German “super weapon expert” General Hans Kammler, which are said to have been transported shortly before the War ended by SS Hunter Battalions from Augsburg to Strakonitz, a town in southern Bohemia.

Even the infamous pot made of gold from Lake Chiemsee that had been discovered in Bavaria in 2001 and later secretly sold by the Bavarian Finance Ministry for 160,000 Euros as “non-NS asset” to the Munich lawyer, Herbert Scholz, is expressly stated in this Nazi list just like some personal treasure trunks of Adolf Hitler.

MYSTERIES editor-in-chief, Luc Bürgin (40), who personally held the skull and the documents in his hands and was able to inspect them, says “if this SS parchment is real despite all scepticism – and all points in this direction presently – then we are dealing with one of the historically hottest German treasure lists that survived the end of World War II!”

MYSTERIES / Luc Buergin

Postfach

CH 4002 Basel, Switzerland

www.mysteries-magazin.com

mysteries@bluewin.ch

07/07/2010

Verso la città perduta

Ricevo e volentieri diffondo. Su Fenix avrete le info appena la spedizione tornerà in Italia.

 

COMUNICATO STAMPA

Esplorazione italo peruviana della Perigeo International nella cordigliera andina sulle tracce della mitica città perduta di Chicuate e del lago dell’Inca.

Huancabamba, Ande settentrionali del Perù, 18 giugno 2010

È appena arrivata in Perù, nell’area della città di Huancabamba, la nuova spedizione della Perigeo International.

Segue quella dello scorso anno durante la quale erano stati raggiunti risultati di grande importanza.

Un’esplorazione effettuata dal team di perigeo e guidata da Paolo Pastori e Gianluca Frinchillucci aveva portato alla scoperta di un lago dimenticato in una porzione semi-inesplorata della cordigliera andina settentrionale; una squadra sub guidata da Pierfranceso Intini aveva effettuato per la prima volta al mondo un’immersione in quota (a 3400 mt/slm) in una delle Huaringas e analisi biologiche delle acque, hanno svelato la scoperta di nuovi microrganismi ancora in studio dai ricercatori dell’Università de l’Aquila, giudicati di estremo interesse dagli scienziati.

La zona è famosa per la presenza delle Huaringas, i laghi considerati incantati e per gli sciamani che qui praticano la loro arte da millenni, oltre ad esserci molto forte, la presenza del mito della città perduta di Chicuate.

Per verificare l’esistenza di questo mito, per effettuare nuove ricerche di biologia e per esplorare un nuovo lago d’altura, sono partiti per le Ande otto italiani dell’associazione Perigeo (Pierfrancesco Intini, Massimo Intini, Gianluca Frinchillucci, Samuele Sagripanti, Laura Bacalini, Andrea Zampa, Luca Natali) che si sono ritrovati con i membri della Perigeo Perù coordinati dal direttore Paolo Pastori. La spedizione vede anche la presenza di una rappresentanza della città di Huancabamba e di uno sciamano locale che effettuerà i millenari riti sulle sponde del lago.

Come lo scorso anno, infatti, la missione gode dell’appoggio delle autorità locali e di giornalisti peruviani, oltre che dell’archeologa peruviana Lorena Zuñiga, membra della Perigeo Perù che in quest’area ha firmato la scoperta di un tratto del Cammino del Inca.

Ma questa volta il patrocinio è arrivato anche da importanti enti Italiani quali: Legambiente Nazionale, i Gruppi di Ricerca Ecologica e l’appoggio di due Università Italiane, il Dipartimento di Scienza Ambientali dell’Università de l’Aquila, del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Bologna.

Oltre ad avere un Testimonial d’eccezione: Umberto Pelizzari, campione del mondo di apnea.

La Laguna dell’Inca, che i membri della spedizione si apprestano a esplorare, gode di un prestigio speciale fin dai tempi preispanici. Sembra che gli imperatori inca venissero espressamente a bagnarsi nelle sue acque e oggi è una delle più importanti per gli sciamani locali.

Nessuno si è mai immerso prima nelle sue acque e gli unici studi etnografici sul luogo sono di Mario Polia degli anni ottanta. Il luogo è difficilmente raggiungibile ed è la più alta (3600 mt/slm) di tutte le Huaringas, i laghi sacri di Huancabamba.

La Perigeo International nell’Anno Internazionale della Biodiversità e per la difesa e conoscenza dell’ambiente, ha scelto il Perù come campo d’azione e le ricerche effettuate nella cordigliera andina saranno poi divulgate a livello internazionale, mentre a livello locale è stata organizzata una mostra fotografica con immagini del fotoreporter peruviano Paolo Lopez per riportare i risultati della scorsa spedizione alla popolazione locale.

Per maggiori informazioni:

www.perigeo.org

Dr. Gianluca Frinchillucci

Direttore Perigeo International

Satellitare: 00881632547006

Cel. Perù: 0051 1 994869480

Cel. Italia: 0039 3313800644

info@perigeo.org

23/06/2010

Conoscenze sacre nell'Antico Egitto

Inserisco il video linkatomi dall'amico ingegnere Chris Dunn, autore del libro, Lost Technologies of Ancient Egypt: Advanced Engineering in the Temples of the Pharaohs. Inedito in Italia, a mio parere copre una lacuna storica e dimostra che gli antichi egizi applicarono la geometria sacra alla realizzazione delle loro statue.

Ah, dimenticavo. La statua che Dunn analizza è uno dei colossi di Luxor raffigurante Ramses II ed è di GRANITO!!!!!


Buona Visione

 

03/06/2010

Intervista sull'Arca

Alessandro Moriccioni e Andrea Somma, i curatori del sito TERRA INCOGNITA hanno appena pubblicato un'intervista al sottoscritto sull'Arca di Noè  e la scoperta della struttura lignea sull'Ararat, a questa associata. Potete  cliccare su: http://www.terraincognitaweb.com/

 

22/05/2010

Ministri Turchi confermano la scoperta dell'Arca di Noè

 

Mushin Bulut, rappresentante del Ministero Culturale turco, ha ufficialmente dichiarato alla conferenza stampa tenutasi l'11 Maggio scorso in Olanda, che le affermazioni scettiche sulla scoperta, come quelle del professor Price non corrispondono a verità e che la Turchia ha piena fiducia nel team cino-turco del NAMI che ha realizzato la spedizione, conoscendolo come un’équipe che ha già dimostrato la sua serietà.

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Mushin Bulut del Ministero Culturale Turco, durante la conferenza stampa dell'11 Maggio

 

Le sue dichiarazioni, rilasciate ufficialmente alla stampa non sembrerebbero lasciare adito a dubbi: «In risposta alle affermazioni del prof. Price devo dire che non so come la pensi. Dice di aver scalato l’Ararat nel 2009 ma senza un regolare permesso per cercare l’Arca. Il NAMI è incaricato ufficialmente dal nostro governo e noi conosciamo la credibilità dei suoi membri. Ovviamente, chi vuole fare ricerca sull’Ararat per l’Arca è benvenuto, ma i permessi devono essere ufficialmente chiesti al Ministero Culturale ad Ankara».

Il team ha già chiesto la collaborazione internazionale di scienziati e tecnici che possano apportare know-how adatto alla ricerca. A metà Giugno il NAMI organizzerà a Dogubayazit, in Turchia, l’Exploration Forum, a questo scopo. Le parti interessate potranno rispondere ad un on-line form postato dal team al fine di essere selezionate.

Dunque, per ora, il team non solo ha l’appoggio del governo Turco, ma sembra coinvolto davvero nella scoperta di qualcosa di sensazionale. Qualcosa che, forse, era oggetto di ricerca da secoli e che è così straordinario da renderne difficile l’accettazione.

Ho contattato il NAMI che mi ha inviato foto ad altissima risoluzione e filmati. Su FENIX di Giugno (n°20) pubblicherò un reportage completo della scoperta con interviste e particolari non presentati dalla stampa italiana. L'articolo sarà corredato da foto esclusive.

In basso ho inserito uno dei sette ambienti lignei sinora scoperti ad oltre 4000 metri sull'Ararat. Trattasi dello Spazio 2, dove si nota che la struttura è posta al di sotto di strati di pietre vulcaniche e ghiaccio.

 

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03/05/2010

La Scoperta dell'Arca di Noè assume connotati reali!

In relazione alla scoperta presunta dell'Arca di Noè sull'Ararat, in molti l'hanno messa in dubbio. Io stesso non sono convinto che quella sia l'Arca ma la mia posizione di giornalista mi costringe a mantenere la mente aperta. Ho proseguito le mie piccole indagini e la cosa si fa seria.

Sono in contatto con il team che ha realizzato la scoperta, che mi ha comunicato che non si tratta di una bufala, dichiarando che il Prof Ahmet Ozbek, geologo della  Kahramanmras Sutcu Iman University e il prof Oktai Belli, archeologo della Istanbul University sono coinvolti nella scoperta e hanno garantito l'autenticità della stessa.

Ho appena scritto al prof. Belli per chiedere conferme, mentre posso dichiarare che sia Belli che Ozbek sono davvero parte del gruppo docente della Istanbul University e della Kahramanmras Sutcu Iman University. Inoltre entrambi erano realmente presente alla conferenza stampa di annuncio della scoperta.

Allego qui le due foto del professor Belli. La prima tratta dal sito dell'università:

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e la seguente scattata durante la sua testimonianza alla presentazione ufficiale della scoperta a Hong Kong

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Allego anche le foto di Ahmet Ozbek tratta dal sito internet della facoltà universitaria:

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e l'altra che conferma la sua presenza alla presentazione ufficiale, accanto a Nemi, la portavoce cinese del team.

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Certo non è una garanzia al 100% che quella sia l'Arca di Noè (ho idee un po' diverse al riguardo) ma è un ottimo indizio che, essendo presenti membri accademici, la cosa non è comunque una bufala e assume connotati più seri e confermabili. Vado avanti nelle ricerche e presenterò un corposo articolo su FENIX.

Adriano Forgione

19/12/2009

Aggiornamento sulla città sommersa nei Caraibi

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Vorrei soffermarmi sulla notizia, apparentemente incredibile, circolata sul web il 9 dicembre scorso e pubblicata su un sito sinora sconosciuto, l’Herald de Paris, circa la scoperta di una antica città sommersa nei Caraibi con tanto di foto satellitari e che ha fatto pensare molti alla mitica Atlantide. La cosa merita un giusto e approfondito commento, frutto di alcune discussioni con il ricercatore inglese Andrew Collins (che sarà ospite in video domenica 24 gennaio alla nostra conferenza Ultraterrestre di Roma). A mio parere, ma non solo mio, è una montatura, un inganno come se ne vedono tanti su Internet. Peccato, ma troppe incongruenze appaiono in questa storia. Prima di tutto il nome del team manager che avrebbe fatto la scoperta è anonimo, il che è abbastanza strano per una situazione di questo tipo.

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L’unico a mettersi in mostra è il proprietario del sito dell’Herald de Paris, tale Jes Alexander, che parla di “ricercatori che hanno rilasciato le immagini del fondale caraibico” senza però dire dove si trovi tale città sommersa, nè svelandone le coordinate. Parliamo delle foto. Nel comunicato si fa cenno alla presenza di piramidi e obelischi che sarebbero facilmente visibili dalle immagini ma, al contrario, non appare nulla che possa giustificare affermazioni di questo tipo, tranne linee geometriche precise, fin troppo precise.

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I ricercatori anonimi si sono anche affrettati a smentire che tale “scoperta” sia collegata alle più concrete piramidi sommerse di Cuba, scoperte dal team canadese di Paulina Zelitsky nel 2001. Strano davvero, visto che proprio quest’ultima è l’unica prova concreta di strutture sommerse nei Caraibi. Così almeno il fantomatico team di ricerca avrebbe avuto più credibilità. Alla fine del comunicato Jes Alexander ha posto anche un numero telefonico per chiunque voglia saperne di più o essere utile alla ricerca, numero che ai miei tentativi risulta inesistente sia in Francia che in Inghilterra, mentre ad Andrew Collins che chiamava da Londra risulta una semplice segreteria elettronica.

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L’elemento più consistente all’ipotesi falso sono però ancora le foto, che mostrano una città troppo moderna e chiara per essere situata al di sotto del livello delle acque. Questo parere era stato già avanzato in un post da un lettore del sito di pubblicazione, tale D. Hoverton, che ha così commentato: «sono scettico perchè la città appare troppo simile a quelle odierne. Nella parte centrale della foto principale sembra di intravedere un aeroporto». Il parere di Hoverton è stato messo alla prova da un ingegnere elettronico inglese ed esperto di tecnologie digitali, Rodney Hale, che ha affermato: «È un falso. Se le immagini sono state prese da un satellite in orbita non dovremmo riscontrare gli effetti di prospettiva in esse visibili» e ha comparato una visione di una cittadina degli USA (Reading) estrapolata da GoogleEarth con una presunta immagine della città sommersa nei Caraibi. Il risultato è quello che vedete di seguito e ognuno può farsi la propria idea sulla consistenza di quanto in discussione.

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Si ringraziano Andrew Collins e Herald De Paris, cui appartiene il © delle immagini

Si consiglia la lettura di questi link:

link 1

link 2 (con foto)

link 3

 

12/11/2009

Trovato l'esercito perduto di Cambise?

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Centinaia di ossa umane, reperti in bronzo, armi e quant'altro sono stati ritrovati nel pieno deserto del Sahara egiziano da una spedizione italiana guidata dai fratelli Castiglioni.

Potrebbe trattarsi dell'esercito perduto di Cambise, che nel 525 a.C., fu inviato dal re persiano, figlio di Ciro il Grande, per distruggere l'Oasi di Siwa e l'oracolo del Tempio di Amon. L'esercito composto da 50.000 uomini, dopo aver marciato ed essere giunto all'oasi di el Kharga (a sud-est dell'Egitto) sparì nel nulla, forse cancellato da una tempesta di sabbia. Questa è la storia riportata da Erodoto. Oggi, dopo secoli di ricerca, due italiani potrebbero averlo ritrovato.

Qui trovate il filmato della scoperta in italiano:

http://www.youtube.com/watch?v=EWFTed1o5fU


04/09/2009

Il Video delle cavità di Giza

L'amico Andrew Collins, collaboratore di FENIX e autore di fama internazionale mi ha segnalato di  rendere noto ai lettori del mio blog un video, che qui allego, di alcuni momenti della sua esplorazione all'interno delle cave da lui scoperte nel sottosuolo di Giza, alle quali ho dedicato un post inserito la settimana scorsa.

Un articolo di Collins su questa ricerca affascinante (collegata alla fantomatica Sala degli Archivi di Atlantide) sarà pubblicato nel prossimo numero (ottobre) di FENIX. Chi vuole però, può ordinare su Amazon il suo libro Beneath the Pyramids, in uscita in Inghilterra e USA.

26/08/2009

Nuove scoperte nel sottosuolo di Giza

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Sue Collins all'interno del sistema di cave

Lo scrittore Andrew Collins, caro amico e collaboratore, è in uscita in Inghilterra e USA con il suo libro BENEATH THE PYRAMIDS (Sotto le Piramidi).

Nel libro descrive la sua scoperta di un complesso di cave sotterranee a Giza, prima del tutto sconosciute, che oggi stanno interessando i bollettini di informazione di tutto il mondo.

Collins, il primo ad entrarvi e a esplorarle, mi ha scritto personalmente lo scorso luglio, mandandomi alcune foto e confidandomi che tali cave costituiscono una sorta di rappresentazione fisica del DUAT, il modo sotterraneo della mitologia egizia, governato dal dio dalla testa di falco Sokar (divinità che da il nome anche al sito di Saqqara).

Collins mi ha confermato che la tomba associata a queste cave potrebbe proprio essere stata impiegata come sepolcro per i falchi sacri in tempi dinastici, creando un legame tra questi luoghi oggi riscoperti e la possibilità di un culto degli uccelli (ricordo che Collins è autore di una teoria relativa ai Vigilanti biblici quali uomini uccello dell'Eden e di cui ha parlato anche su FENIX nel numero di Luglio). Dunque la tomba all'interno di questo sistema di cave appena scoperto è stata chiamata “Tomba degli Uccelli”. Se così, questo culto doveva essere relativo proprio alla divinità Sokar, guardiano di Rostau, il mondo sotterraneo associato a Giza, e presente anche nelle raffigurazioni tombali della Valle dei Re. Rostau significa “Bocca del Passaggio” forse proprio in relazione alla presenza dell'ingresso a questo mondo sotterraneo. Lo stesso Collins avanza l'ipotesi che questo sistema possa portare alla favoleggiata SALA DEGLI ARCHIVI, oltre d evere delle attinenze con allineamenti astronomici relativi alla costellazione del Cigno, sebbene Bauval si sia dichiarato scettico in proposito.

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Collins mi ha consegnato un articolo approfondito, da lui scritto, che sarà pubblicato su FENIX di ottobre, completo di foto e grafici. Il tutto è anticipato dallo stesso Collins su FENIX in uscita a settembre, dove lo studioso discute una nuova teoria sulla Sfinge avanzata dal collega Robert Temple (anch'egli presente con il suo articolo). Dunque buona lettura, nella speranza che queste nuove scoperte possano portare a qualcosa di rivoluzionario e che tutti stiamo attendendo da tempo.

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