30/06/2009

La nuova fase dei cerchi nel grano

Gli ultimi cerchi nel grano sfidano ogni spiegazione. Sono spettacolari, un passo ulteriore nel livello espressivo di questo fenomeno. Sembrano segnali dall'Ultramondo la cui lingua ci è sconosciuta. Molto spesso ho parlato di glifi esclusivamente "energetici", il cui scopo è creare una relazione vibrazionale tra la nostra realtà e quella superiore. Forse è questa la spiegazione? Dobbiamo arrenderci al fatto che siamo limitati e non tutto è nelle nostre capacità. Certo vi sono delle forme riconoscibili nelle ultime formazioni: una rondine, un fungo, una medusa, un arco e una freccia, dei numeri maya (il 13 guarda caso) ma si inseriscono in un contesto più ampio impossibile da spiegare. Nello specifico della rondine le sue propaggini sembrano circuiti integrati, ma sono certo sia questa la spiegazione, a meno che non ci si voglia dire che quelle creature, la cui testa è stata riprodotta alla fine della composizione più lunga, che parte dalla coda della rondine, sono esseri artificiali. Alcuni di questi glifi , infatti, presentano, in modo quasi occulto, celati nella piegatura delle spighe, visi alieni, di alieni di tipo grigio. Qual è il significato? Fanno riferimento a quel pittogramma di Crabwood del 2002, quando un viso alieno e malefico apparve improvvisamente? Per ora non ci sono spiegazioni. Solo la consapevolezza che il fenomeno è vivo, evolvente e sembra preannunciare qualcosa di non ben identificato. La comunicazione alchemica sembra quasi sparita, almeno per ora, ed e stata è affiancata da qualcosa di incomprensibile, inquietante. Forse non è più tempo di messaggi di richiamo al lavoro su se stessi? Forse siamo passati ad un'altra fase? Quale essa sia il tempo lo dirà. Noi possiamo solo esserne spettatori.

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La rondine e il grigio di Alton Priors, 27 giugno
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Milk Hill 21 giugno
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Rough Hill 24 giugno
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Martinsell Hill 25 giugno
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Milk Hill 27 giugno

Aggiornamento sull'Arca dell'Alleanza

''Ho visto l'Arca dell'Alleanza ed è in buone condizioni''

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Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos smentisce alcune affermazioni riportate dai mass media qualche giorno fa ma in sostanza conferma quanto aveva anticipato due giorni fa dall'ADNKRONOS. Lo fa in una conferenza stampa tenutasi all'Hotel Aldrovandi a Roma, cui ha partecipato anche il principe Makonnen Haile Selassie, nipote dell'imperatore. "L'ho vista con senso di umiltà, non con orgoglio, come quando si va in chiesa. E' la prima volta -ha proseguito il Patriarca Pauolos- che dico questo in una conferenza stampa. Ripeto l'Arca dell'Alleanza è in Etiopia e nessuno di noi sa per quanto tempo ancora. Solo Dio lo sa".

 

"Tutto quello che si trova nell'Arca -ha spiegato il Patriarca rispondendo alla curiosità dei cronisti- è descritto perfettamente nella Bibbia. Lo stato di conservazione è buono perché non è fatta da mano d'uomo, ma e' qualcosa che Dio ha benedetto". "Ci sono molti scritti e prove evidenti sulla presenza dell'Arca in Etiopia. Non c'è ragione perché qualcuno pretenda di affermare di avere qualcosa che non ha -ha precisato il Patriarca-. Non sono qui per dare delle prove che l'Arca sia in Etiopia, ma sono qui per dire quello che ho visto, quello che so e che posso testimoniare. Non ho detto che l'Arca sarà mostrata al mondo. E' un mistero, un oggetto di culto".

 

Il Patriarca Pauolos ha anche parlato della costruzione di un museo ad Axum, una struttura che dovrà accogliere e conservare i tesori costruiti per secoli e secoli ad Axum. Nel museo, finanziato dalla fondazione del principe e che dovrebbe essere costruito entro due anni, potrebbe essere collocata anche l'Arca dell'Alleanza, ma per questo ha spiegato Abuna Pauolos "c'e' bisogno di una decisione che spetta al Santo Sinodo, l'istanza suprema della Chiesa ortodossa etiope". Il patriarca Pauolos, presidente del G8 delle Religioni, ha preso parte dal 16 al 18 giugno al G8 delle religioni che si e' tenuto tra Roma e L'Aquila. Poi ieri il Patriarca e' stato invitato dalla comunita' di Sant'Egidio dove ha partecipato a una giornata di studio sulla storia religiosa d'Etiopia, e sempre ieri ha incotrato in Vaticano il Pontefice Benedetto XVI.

 

"Nell'incontro in Vaticano Benedetto XVI e il Patriarca hanno discusso di molte cose e sua Santità ha rivolto al Patriarca l'invito a tornare a ottobre", ha precisato il principe Makonne Haile Selassie.

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29/06/2009

Nuova trasmissione sui Misteri si Italia1

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Sono lieto di annunciare l'inzio di una nuova trasmissione sui Misteri cui ho dato una mano. Si tratta di "Mistero", dal 1 luglio in prima serata su Italia Uno.

Da mercoledì 1 luglio 2009, Enrico Ruggeri torna in prima serata su Italia 1 con un nuovo programma dal titolo “Mistero”. Fenomeni che non si riescono a comprendere e a classificare, eventi al confine del soprannaturale: nel corso di 8 puntate il nuovo programma di Enrico affronterà misteri italiani e internazionali, spaziando attraverso le più svariate discipline e forme di conoscenza, dalla storia alla fantascienza, dall’archeologia all’antropologia. Dalla suggestiva cornice del Parco Museale Pagani di Castellanza, ricco di opere d’arte e istallazioni, ogni settimana Enrico Ruggeri introdurrà 3 casi, che nonostante il progresso tecnologico, culturale o scientifico, non hanno ancora trovato una soluzione.
Nella prima puntata si parlerà della fine del mondo, a cui ho collaborato, dell'esistenza degli UFO e di mummificazione.

Ruggeri farà interviste a esperti o a testimoni alla sua maniera, da uomo della strada. Il cantautore milanese, ma non solo a questo punto, non è alla sua prima esperienza televisiva, ha già condotto
Quello che le donne non dicono e Il bivio dove da diverse profondità ha trattato comunque di misteri e enigmi sondando però in quelle circostanze prima l’animo femminile e poi l’occulto.
Dice di sè Ruggeri: «Di natura non sono un credulone che si beve qualsiasi racconto. Però allo stesso tempo sono molto curioso e ho la passione per le cose che non capisco. Io sono un profano e sarà proprio con questo spirito che condurrò la trasmissione, ponendo le stesse domande che farebbe una persona normale di fronte a questi misteri apparentemente irrisolvibili». Rispetto agli obiettivi spiega Enrico Ruggeri: «Tengo a sottolineare che con Mistero vogliamo dimostrare che si può fare un programma di qualità, spendendo poco e senza ricorrere a “nani e ballerine". Saremo un po’ come una squadra di calcio che cercherà di vincere dopo avere venduto i suoi campioni».

24/06/2009

In memoria di Neda Soltani e di Angelo Pitoni

Due persone che non ci sono più. Non commento ma pongo la loro immagine in quanto divenuti due simboli:


NEDA SOLTANI, uccisa in Iran e oramai Voce della libertà! Quanti martiri ancora dovrà patire la ricerca di un tesoro che a questo mondo non esiste se non nel cuore di pochi?

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ANGELO PITONI, simbolo del coraggio di vivere e della forza di credere nell'immortalità delle idee. Atlantide e il sottoscritto ti devono molto. Grazie Angelo. Mi mancherai!

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22/06/2009

Anche i Crop Circle italiani meritano

La stagione 2009 pare voler donare perle geometriche anche al nostro malandato Bel Paese. Con il consenso della gentile Margherita Campaniolo e del suo sito Space Freedoom (http://www.margheritacampaniolo.it/crop_circles_2009/casc...), che ha accettato gentilmente la mia richiesta, posso mostrarvi forse uno dei cerchi nel grano italiani più belli di sempre, apparso a Cascina Martina (Torino) il 20 giugno.

Vi rimando al link del sito di Margheita Campaniolo (che ringrazio) per approfondimenti. Vi potrete trovare molte altre info su formazioni precedenti a questa oltre che su argomenti correlati

 

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Foto coperta da ©. Pubblicata con il consenso del sito d’origine.

21/06/2009

Cerchi nel Grano - Aggiornamento

Ecco i cerchi nel grano apparsi tra il 17 e il 21 giugno. Come sempre, dopo breve studio, pubblicherò quello che per me è il significato, sempre se possibile estrapolarlo.

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West Kennet, Avebury, 17 Giugno (Medusa)

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West Kennet, Avebury, 21 Giugno, (Doppio Tao)

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Milk Hill, Wiltshire, 21 Giugno (simbolo ignoto)

20/06/2009

Il Mondo Conoscerà l'Arca dell'Alleanza'

Fonte ADN Kronos - 17 giugno
ll Patriarca d'Etiopia: "Il mondo conoscerà l'Arca dell'Alleanza"

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Il Patriarca ortodosso, Abuna Pauolos vuole svelare il millenario segreto e in un'intervista esclusiva all'ADNKRONOS spiega: ''Sono maturi i tempi per dire la verità". Ad Axum sorgerà un museo per il simbolo sacro.

Lo ha detto in un'intervista video esclusiva all'ADNKRONOS, visibile sul sito Ign, testata on line del sito Adnkronos (www.adnkronos.com), il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos, in questi giorni in Italia per il 'G8 delle Religioni', e che domani incontrerà il Papa Benedetto XVI per la prima volta e al quale, "se lo chiederà - ha proseguito il Patriarca - racconterò tutta la situazione attuale dell'Arca dell'Alleanza".

"L'Arca dell'Alleanza - ribadisce Pauolos - si trova in Etiopia da molti secoli. Come patriarca l'ho vista con i miei occhi e soltanto poche persone molto qualificate hanno potuto fare altrettanto, finora". Secondo il patriarca è custodita in una chiesa, ma per difendere quella autentica, una copia del simbolo religioso e' stata collocata in ogni chiesa del Paese.

L'annuncio ufficiale che l'Etopia consegnerà al mondo le chiavi del segreto millenario dell'Arca, verrà dato venerdì prossimo nel corso di una conferenza stampa alle 14 all'Hotel Aldrovandi a Roma dallo stesso Patriarca ortodosso d'Etiopia, insieme al principe Aklile Berhan Makonnen Haile Selassie, e al duca Amedeo D'Aosta, che sarà a Roma già domani mattina.
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Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos


Secondo alcuni studi l'Arca venne trafugata da Gerusalemme dal figlio di re Salomone e portata ad Axum, considerata la Gerusalemme d'Etiopia. E proprio ad Axum sorgerà il Museo chiamato a ospitare l'Arca, il cui progetto è stato finanziato dalla Fondazione del principe, erede designato al trono da Haile Selassie poco prima di morire, Crhijecllu, acronimo delle iniziali dei nomi dei figli del principe: Christian, Jessica, Clarissa, Lucrezia.

Qualche settimana fa aveva fatto il giro del mondo la notizia secondo la quale sarebbe stata vista da un giornalista l'Arca autentica in una chiesa etiope. E' stato allora che il Patriarca Pauolos ha maturato la decisione di "dire una volta per tutte al mondo la verita'" sulla cassa di legno e oro con le Tavole della Legge di Dio. Il Patriarca ha giudicato maturi i tempi per chiudere definitivamente il capitolo sul quale fino ad ora nessuno storico, nessun ricercatore, nessun 'Indiana Jones', era riuscito a scrivere la parola fine.

Il Patriarca dell'antichissima Chiesa ortodossa d'Etiopia ha voluto accanto a sé in questa avventura il nipote dell'ultimo Negus, capo di una famiglia importane, il cui ruolo è riconosciuto sia in Etiopia che all'estero. Il principe erede che due anni fa riuscì a rappacificare le fazioni musulmana e cristiana al centro in Etiopia di un duro contrasto.

E' iniziato così il conto alla rovescia per svelare finalmente il mistero della sacra Arca dell'Alleanza, capace, secondo la leggenda, di sprigionare lampi di luce divini e folgori in grado di incenerire chiunque ne fosse colpito, come del resto efficacemente descritto nel cult movie 'I predatori dell'Arca perduta'. Dalla finzione cinematografica si passerà ora alla realtà.

Venerdì prossimo la conferenza stampa con l'annuncio ufficiale, un evento che è stato possibile anche grazie alla collaborazione di Paolo Salerno, collaboratore del principe e del giornalista Antonio Parisi, che da qualche anno segue le vicende storiche delle famiglie reali e di quella Etiope in particolare, e naturalmente dell'Arca dell'Alleanza.

Ma cos'è l'Arca dell'Alleanza , uno dei più grandi misteri dell'antichità sul quale fantasia, leggenda e storia hanno continuato a intrecciarsi per secoli? L'Arca, nella tradizione ebraica, contiene le Tavole della legge, cioè i Dieci comandamenti; il manufatto, in legno d'acacia, fu costruita da Mosè. All'esterno aveva decorazioni in oro ed è stata a lungo conservata dal popolo ebraico: ha accompagnato le sue vicissitudini, le battaglie e le sconfitte, le peregrinazioni e le lotte contro i filistei ed è stata conservata in diversi luoghi finché il Re Davide non l'ha collocata nella Rocca di Gerusalemme.

Ma è Salomone, figlio e successore di Davide, a far sistemare l'Arca nel Tempio di Gerusalemme da lui stesso fatto costruire. Questa narrazione s'intreccia poi con eventi storici e altre tradizioni religiose e nazionali. Di fatto l'Arca dell'Alleanza scompare nel 586 a.C. con la conquista di Gerusalemme da parte dei Babilonesi e la conseguente distruzione del tempio di Gerusalemme.

Tuttavia della sua effettiva rovina non c'è testimonianza scritta; da allora l'Arca diventa simbolo eternamente cercato dagli uomini e rintracciato in varie parti del mondo, dall'Africa al Medio Oriente. La tradizione etiope colloca l'Arca nel regno di Axum, dopo che Salomone l'aveva donata al figlio della Regina di Saba, Menelik I. Qui, sarebbe rimasta nel corso dei secoli protetta dai monaci ortodossi nella citta' santa di Lalibela nei pressi di Axum, dove si troverebbe tuttora.

L'Arca, che non è visibile a nessuno tranne un monaco che la custodisce, viene preservata nel complesso della cattedrale di Santa Maria di Sion, e' dunque nascosta a tutti e viene portata in processione una volta all'anno ma avvolta in un panno.

L'Arca ha accesso la fantasia di archeologi, scrittori, gruppi religiosi, sette di ogni tipo. Nella tradizione infatti si afferma che emana un potere particolare ma anche che chi la tocca veniva fulminato. Un oggetto che data anche la sua collocazione - Il Tempio di Gerusalemme - è stato di volta in volta al centro di storie legate alla Massoneria o ai Templari. Tuttavia va ricordato che sono molte in Etiopia le chiese nelle quali e' conservata un'''arca'', così come diversi studiosi - muovendosi spesso al limite del mistero e della leggenda - la collocano in varie parti del mondo.

Conferenza con pranzo a ORTONA

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In Memoria di una donna

Queste candele sono per Lavinia Pallotta, direttrice di XTIMES, amica e collega, colpita da un grave lutto familiare. Ti sono vicino, e con me tutti quelli che ti vogliono bene.

Adriano

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15/06/2009

Fenici tra i campi inglesi

Ecco i nuovi cerchi nel grano apparsi nell'ultimo week-end. Sono caratterizzati dal fatto di essere accomunicati da un simbolismo aviario.

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La Fenice di Yatesbury. 12 Giugno. Lettura: Resurrezione e Immortalità

Negli anni mi ero sempre chiesto il perchè, nonostante la varietà delle simbologie presenti nel fenomeno, non fosse mai apparsa ciò che è da considerare la regina di tutti i bestiari: la Fenice. Detto fatto, eccola qui, bellissima e enigmatica. È quasi superfluo discuterne il significato. La Fenice rappresenta colui che ha bruciato se stesso, ha scrificato se stesso all’elemento purificatore per risorgere e ascendere a nuova vita, la vita dello Spirito, eterna e vivificante. Anche la Fenice è il Corpo di Luce, il veicolo degli Dei, il Carro di Gloria su cui Elia ascende al Cielo. Una tradizione che troviamo anche tra gli Aztechi dove Quetzalcoatl una volta bruciato sul rogo della sua ultima prova ascende al cielo in forma di Stella Brillante del Mattino. Tra gli egizi la Fenice primigenia era Bennu, che poggiatasi sulla cima del Monte Primordiale che sorgeva dalle acque, con il suo primo grido (il Verbo-logos) diede inizio al tempo. Il suo ritorno avrebbe segnato la fine di quel tempo e l’inizio di una nuova Era. Ancora un segnale del cambiamento di Era comunicato dal fenomeno.

Il tema dell’Uccello di Fuoco, del Bennu o Fenice, è stato ripetuto il 14 giugno a Barbury Castle (sebbene nutra qualche dubbio sull’autenticità di questa formazione ma spero di essere smentito) dove un uccello, dal classico stile Lakota, sembra indicare il medesimo messaggio (nel riquadro ho posto l'originale stilizzazione Lakota, davvero identica a quella replicata nel campo inglese). Infatti questa simbologia indica "L'UCCELLO DEL TUONO, corrispondente nativo-americano della Fenice, essendo associato al Verbo -Logos divino che si manifesta (il tuono, appunto) e apparso, come la Fenice, all'origine primordiale della creazione. Anche questa formazione ha un legame con il numero 7, dato che i cerchi concentrici sono 3 in quelli che compongono la testa (il triplice anello è il sigillo di Melkisedeq, il re di Giustizia, e pianta della primordiale Atlantide, madre delle civiltà) e 4 in quelli che creano il corpo del volatile. Ciò è corretto in quanto il tre è associato al mondo spirituale (la Trinità) e il 4 al mondo materiale (i 4 elementi).

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Anche a South Field, Alton Priors, lo stesso giorno dell'Uccello del Tuono, è apparsa un’altra formazione basata sul tema degli “uccelli di fuoco”. Trattasi di uno swastika solare le cui braccia sono costituita da ali in rotazione. Il centro della formazione replica quanto si era già visto a Wayland’s Smithy il 9 agosto 2005 e che molti hanno scambiato per un simbolo maya. Trattasi invece di una simbiosi tra simbologia solare e lunare. Questa fomazione indica i quattro elementi di terra, aria, acqua e fuoco, in rotazione simbiotica intorno ad un centro androgino, dunque la perfezione raggiunta da colui che è riuscito a porre in perfetto equilibrio le sua natura trasmutandola nel suo elemento solare.

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South Field, Alton Pryors, 14 giugno. A destra la mia idea della ricostruzione del centro lunare e solare

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