19/12/2009

Aggiornamento sulla città sommersa nei Caraibi

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Vorrei soffermarmi sulla notizia, apparentemente incredibile, circolata sul web il 9 dicembre scorso e pubblicata su un sito sinora sconosciuto, l’Herald de Paris, circa la scoperta di una antica città sommersa nei Caraibi con tanto di foto satellitari e che ha fatto pensare molti alla mitica Atlantide. La cosa merita un giusto e approfondito commento, frutto di alcune discussioni con il ricercatore inglese Andrew Collins (che sarà ospite in video domenica 24 gennaio alla nostra conferenza Ultraterrestre di Roma). A mio parere, ma non solo mio, è una montatura, un inganno come se ne vedono tanti su Internet. Peccato, ma troppe incongruenze appaiono in questa storia. Prima di tutto il nome del team manager che avrebbe fatto la scoperta è anonimo, il che è abbastanza strano per una situazione di questo tipo.

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L’unico a mettersi in mostra è il proprietario del sito dell’Herald de Paris, tale Jes Alexander, che parla di “ricercatori che hanno rilasciato le immagini del fondale caraibico” senza però dire dove si trovi tale città sommersa, nè svelandone le coordinate. Parliamo delle foto. Nel comunicato si fa cenno alla presenza di piramidi e obelischi che sarebbero facilmente visibili dalle immagini ma, al contrario, non appare nulla che possa giustificare affermazioni di questo tipo, tranne linee geometriche precise, fin troppo precise.

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I ricercatori anonimi si sono anche affrettati a smentire che tale “scoperta” sia collegata alle più concrete piramidi sommerse di Cuba, scoperte dal team canadese di Paulina Zelitsky nel 2001. Strano davvero, visto che proprio quest’ultima è l’unica prova concreta di strutture sommerse nei Caraibi. Così almeno il fantomatico team di ricerca avrebbe avuto più credibilità. Alla fine del comunicato Jes Alexander ha posto anche un numero telefonico per chiunque voglia saperne di più o essere utile alla ricerca, numero che ai miei tentativi risulta inesistente sia in Francia che in Inghilterra, mentre ad Andrew Collins che chiamava da Londra risulta una semplice segreteria elettronica.

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L’elemento più consistente all’ipotesi falso sono però ancora le foto, che mostrano una città troppo moderna e chiara per essere situata al di sotto del livello delle acque. Questo parere era stato già avanzato in un post da un lettore del sito di pubblicazione, tale D. Hoverton, che ha così commentato: «sono scettico perchè la città appare troppo simile a quelle odierne. Nella parte centrale della foto principale sembra di intravedere un aeroporto». Il parere di Hoverton è stato messo alla prova da un ingegnere elettronico inglese ed esperto di tecnologie digitali, Rodney Hale, che ha affermato: «È un falso. Se le immagini sono state prese da un satellite in orbita non dovremmo riscontrare gli effetti di prospettiva in esse visibili» e ha comparato una visione di una cittadina degli USA (Reading) estrapolata da GoogleEarth con una presunta immagine della città sommersa nei Caraibi. Il risultato è quello che vedete di seguito e ognuno può farsi la propria idea sulla consistenza di quanto in discussione.

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Si ringraziano Andrew Collins e Herald De Paris, cui appartiene il © delle immagini

Si consiglia la lettura di questi link:

link 1

link 2 (con foto)

link 3

 

15:24 Scritto da: adrianoforgione in archeologia misteriosa | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

12/11/2009

Trovato l'esercito perduto di Cambise?

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Centinaia di ossa umane, reperti in bronzo, armi e quant'altro sono stati ritrovati nel pieno deserto del Sahara egiziano da una spedizione italiana guidata dai fratelli Castiglioni.

Potrebbe trattarsi dell'esercito perduto di Cambise, che nel 525 a.C., fu inviato dal re persiano, figlio di Ciro il Grande, per distruggere l'Oasi di Siwa e l'oracolo del Tempio di Amon. L'esercito composto da 50.000 uomini, dopo aver marciato ed essere giunto all'oasi di el Kharga (a sud-est dell'Egitto) sparì nel nulla, forse cancellato da una tempesta di sabbia. Questa è la storia riportata da Erodoto. Oggi, dopo secoli di ricerca, due italiani potrebbero averlo ritrovato.

Qui trovate il filmato della scoperta in italiano:

http://www.youtube.com/watch?v=EWFTed1o5fU


15:37 Scritto da: adrianoforgione in archeologia misteriosa | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

04/09/2009

Il Video delle cavità di Giza

L'amico Andrew Collins, collaboratore di FENIX e autore di fama internazionale mi ha segnalato di  rendere noto ai lettori del mio blog un video, che qui allego, di alcuni momenti della sua esplorazione all'interno delle cave da lui scoperte nel sottosuolo di Giza, alle quali ho dedicato un post inserito la settimana scorsa.

Un articolo di Collins su questa ricerca affascinante (collegata alla fantomatica Sala degli Archivi di Atlantide) sarà pubblicato nel prossimo numero (ottobre) di FENIX. Chi vuole però, può ordinare su Amazon il suo libro Beneath the Pyramids, in uscita in Inghilterra e USA.

15:15 Scritto da: adrianoforgione in archeologia misteriosa | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

26/08/2009

Nuove scoperte nel sottosuolo di Giza

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Sue Collins all'interno del sistema di cave

Lo scrittore Andrew Collins, caro amico e collaboratore, è in uscita in Inghilterra e USA con il suo libro BENEATH THE PYRAMIDS (Sotto le Piramidi).

Nel libro descrive la sua scoperta di un complesso di cave sotterranee a Giza, prima del tutto sconosciute, che oggi stanno interessando i bollettini di informazione di tutto il mondo.

Collins, il primo ad entrarvi e a esplorarle, mi ha scritto personalmente lo scorso luglio, mandandomi alcune foto e confidandomi che tali cave costituiscono una sorta di rappresentazione fisica del DUAT, il modo sotterraneo della mitologia egizia, governato dal dio dalla testa di falco Sokar (divinità che da il nome anche al sito di Saqqara).

Collins mi ha confermato che la tomba associata a queste cave potrebbe proprio essere stata impiegata come sepolcro per i falchi sacri in tempi dinastici, creando un legame tra questi luoghi oggi riscoperti e la possibilità di un culto degli uccelli (ricordo che Collins è autore di una teoria relativa ai Vigilanti biblici quali uomini uccello dell'Eden e di cui ha parlato anche su FENIX nel numero di Luglio). Dunque la tomba all'interno di questo sistema di cave appena scoperto è stata chiamata “Tomba degli Uccelli”. Se così, questo culto doveva essere relativo proprio alla divinità Sokar, guardiano di Rostau, il mondo sotterraneo associato a Giza, e presente anche nelle raffigurazioni tombali della Valle dei Re. Rostau significa “Bocca del Passaggio” forse proprio in relazione alla presenza dell'ingresso a questo mondo sotterraneo. Lo stesso Collins avanza l'ipotesi che questo sistema possa portare alla favoleggiata SALA DEGLI ARCHIVI, oltre d evere delle attinenze con allineamenti astronomici relativi alla costellazione del Cigno, sebbene Bauval si sia dichiarato scettico in proposito.

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Collins mi ha consegnato un articolo approfondito, da lui scritto, che sarà pubblicato su FENIX di ottobre, completo di foto e grafici. Il tutto è anticipato dallo stesso Collins su FENIX in uscita a settembre, dove lo studioso discute una nuova teoria sulla Sfinge avanzata dal collega Robert Temple (anch'egli presente con il suo articolo). Dunque buona lettura, nella speranza che queste nuove scoperte possano portare a qualcosa di rivoluzionario e che tutti stiamo attendendo da tempo.

20:16 Scritto da: adrianoforgione in archeologia misteriosa | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

30/06/2009

Aggiornamento sull'Arca dell'Alleanza

''Ho visto l'Arca dell'Alleanza ed è in buone condizioni''

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Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos smentisce alcune affermazioni riportate dai mass media qualche giorno fa ma in sostanza conferma quanto aveva anticipato due giorni fa dall'ADNKRONOS. Lo fa in una conferenza stampa tenutasi all'Hotel Aldrovandi a Roma, cui ha partecipato anche il principe Makonnen Haile Selassie, nipote dell'imperatore. "L'ho vista con senso di umiltà, non con orgoglio, come quando si va in chiesa. E' la prima volta -ha proseguito il Patriarca Pauolos- che dico questo in una conferenza stampa. Ripeto l'Arca dell'Alleanza è in Etiopia e nessuno di noi sa per quanto tempo ancora. Solo Dio lo sa".

 

"Tutto quello che si trova nell'Arca -ha spiegato il Patriarca rispondendo alla curiosità dei cronisti- è descritto perfettamente nella Bibbia. Lo stato di conservazione è buono perché non è fatta da mano d'uomo, ma e' qualcosa che Dio ha benedetto". "Ci sono molti scritti e prove evidenti sulla presenza dell'Arca in Etiopia. Non c'è ragione perché qualcuno pretenda di affermare di avere qualcosa che non ha -ha precisato il Patriarca-. Non sono qui per dare delle prove che l'Arca sia in Etiopia, ma sono qui per dire quello che ho visto, quello che so e che posso testimoniare. Non ho detto che l'Arca sarà mostrata al mondo. E' un mistero, un oggetto di culto".

 

Il Patriarca Pauolos ha anche parlato della costruzione di un museo ad Axum, una struttura che dovrà accogliere e conservare i tesori costruiti per secoli e secoli ad Axum. Nel museo, finanziato dalla fondazione del principe e che dovrebbe essere costruito entro due anni, potrebbe essere collocata anche l'Arca dell'Alleanza, ma per questo ha spiegato Abuna Pauolos "c'e' bisogno di una decisione che spetta al Santo Sinodo, l'istanza suprema della Chiesa ortodossa etiope". Il patriarca Pauolos, presidente del G8 delle Religioni, ha preso parte dal 16 al 18 giugno al G8 delle religioni che si e' tenuto tra Roma e L'Aquila. Poi ieri il Patriarca e' stato invitato dalla comunita' di Sant'Egidio dove ha partecipato a una giornata di studio sulla storia religiosa d'Etiopia, e sempre ieri ha incotrato in Vaticano il Pontefice Benedetto XVI.

 

"Nell'incontro in Vaticano Benedetto XVI e il Patriarca hanno discusso di molte cose e sua Santità ha rivolto al Patriarca l'invito a tornare a ottobre", ha precisato il principe Makonne Haile Selassie.

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20/06/2009

Il Mondo Conoscerà l'Arca dell'Alleanza'

Fonte ADN Kronos - 17 giugno
ll Patriarca d'Etiopia: "Il mondo conoscerà l'Arca dell'Alleanza"

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Il Patriarca ortodosso, Abuna Pauolos vuole svelare il millenario segreto e in un'intervista esclusiva all'ADNKRONOS spiega: ''Sono maturi i tempi per dire la verità". Ad Axum sorgerà un museo per il simbolo sacro.

Lo ha detto in un'intervista video esclusiva all'ADNKRONOS, visibile sul sito Ign, testata on line del sito Adnkronos (www.adnkronos.com), il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos, in questi giorni in Italia per il 'G8 delle Religioni', e che domani incontrerà il Papa Benedetto XVI per la prima volta e al quale, "se lo chiederà - ha proseguito il Patriarca - racconterò tutta la situazione attuale dell'Arca dell'Alleanza".

"L'Arca dell'Alleanza - ribadisce Pauolos - si trova in Etiopia da molti secoli. Come patriarca l'ho vista con i miei occhi e soltanto poche persone molto qualificate hanno potuto fare altrettanto, finora". Secondo il patriarca è custodita in una chiesa, ma per difendere quella autentica, una copia del simbolo religioso e' stata collocata in ogni chiesa del Paese.

L'annuncio ufficiale che l'Etopia consegnerà al mondo le chiavi del segreto millenario dell'Arca, verrà dato venerdì prossimo nel corso di una conferenza stampa alle 14 all'Hotel Aldrovandi a Roma dallo stesso Patriarca ortodosso d'Etiopia, insieme al principe Aklile Berhan Makonnen Haile Selassie, e al duca Amedeo D'Aosta, che sarà a Roma già domani mattina.
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Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos


Secondo alcuni studi l'Arca venne trafugata da Gerusalemme dal figlio di re Salomone e portata ad Axum, considerata la Gerusalemme d'Etiopia. E proprio ad Axum sorgerà il Museo chiamato a ospitare l'Arca, il cui progetto è stato finanziato dalla Fondazione del principe, erede designato al trono da Haile Selassie poco prima di morire, Crhijecllu, acronimo delle iniziali dei nomi dei figli del principe: Christian, Jessica, Clarissa, Lucrezia.

Qualche settimana fa aveva fatto il giro del mondo la notizia secondo la quale sarebbe stata vista da un giornalista l'Arca autentica in una chiesa etiope. E' stato allora che il Patriarca Pauolos ha maturato la decisione di "dire una volta per tutte al mondo la verita'" sulla cassa di legno e oro con le Tavole della Legge di Dio. Il Patriarca ha giudicato maturi i tempi per chiudere definitivamente il capitolo sul quale fino ad ora nessuno storico, nessun ricercatore, nessun 'Indiana Jones', era riuscito a scrivere la parola fine.

Il Patriarca dell'antichissima Chiesa ortodossa d'Etiopia ha voluto accanto a sé in questa avventura il nipote dell'ultimo Negus, capo di una famiglia importane, il cui ruolo è riconosciuto sia in Etiopia che all'estero. Il principe erede che due anni fa riuscì a rappacificare le fazioni musulmana e cristiana al centro in Etiopia di un duro contrasto.

E' iniziato così il conto alla rovescia per svelare finalmente il mistero della sacra Arca dell'Alleanza, capace, secondo la leggenda, di sprigionare lampi di luce divini e folgori in grado di incenerire chiunque ne fosse colpito, come del resto efficacemente descritto nel cult movie 'I predatori dell'Arca perduta'. Dalla finzione cinematografica si passerà ora alla realtà.

Venerdì prossimo la conferenza stampa con l'annuncio ufficiale, un evento che è stato possibile anche grazie alla collaborazione di Paolo Salerno, collaboratore del principe e del giornalista Antonio Parisi, che da qualche anno segue le vicende storiche delle famiglie reali e di quella Etiope in particolare, e naturalmente dell'Arca dell'Alleanza.

Ma cos'è l'Arca dell'Alleanza , uno dei più grandi misteri dell'antichità sul quale fantasia, leggenda e storia hanno continuato a intrecciarsi per secoli? L'Arca, nella tradizione ebraica, contiene le Tavole della legge, cioè i Dieci comandamenti; il manufatto, in legno d'acacia, fu costruita da Mosè. All'esterno aveva decorazioni in oro ed è stata a lungo conservata dal popolo ebraico: ha accompagnato le sue vicissitudini, le battaglie e le sconfitte, le peregrinazioni e le lotte contro i filistei ed è stata conservata in diversi luoghi finché il Re Davide non l'ha collocata nella Rocca di Gerusalemme.

Ma è Salomone, figlio e successore di Davide, a far sistemare l'Arca nel Tempio di Gerusalemme da lui stesso fatto costruire. Questa narrazione s'intreccia poi con eventi storici e altre tradizioni religiose e nazionali. Di fatto l'Arca dell'Alleanza scompare nel 586 a.C. con la conquista di Gerusalemme da parte dei Babilonesi e la conseguente distruzione del tempio di Gerusalemme.

Tuttavia della sua effettiva rovina non c'è testimonianza scritta; da allora l'Arca diventa simbolo eternamente cercato dagli uomini e rintracciato in varie parti del mondo, dall'Africa al Medio Oriente. La tradizione etiope colloca l'Arca nel regno di Axum, dopo che Salomone l'aveva donata al figlio della Regina di Saba, Menelik I. Qui, sarebbe rimasta nel corso dei secoli protetta dai monaci ortodossi nella citta' santa di Lalibela nei pressi di Axum, dove si troverebbe tuttora.

L'Arca, che non è visibile a nessuno tranne un monaco che la custodisce, viene preservata nel complesso della cattedrale di Santa Maria di Sion, e' dunque nascosta a tutti e viene portata in processione una volta all'anno ma avvolta in un panno.

L'Arca ha accesso la fantasia di archeologi, scrittori, gruppi religiosi, sette di ogni tipo. Nella tradizione infatti si afferma che emana un potere particolare ma anche che chi la tocca veniva fulminato. Un oggetto che data anche la sua collocazione - Il Tempio di Gerusalemme - è stato di volta in volta al centro di storie legate alla Massoneria o ai Templari. Tuttavia va ricordato che sono molte in Etiopia le chiese nelle quali e' conservata un'''arca'', così come diversi studiosi - muovendosi spesso al limite del mistero e della leggenda - la collocano in varie parti del mondo.