02/10/2012

I Templi e la Voce di Dio - editoriale per FENIX 48 (ottobre 2012)

I Templi e la Voce di Dio

chiese.jpg

Sono entrato in centinaia di luoghi sacri e templi, delle epoche e civiltà più disparate. Ognuno mi ha trasmesso una voce interiore, la comunicazione silente, ma potente, di una grandezza immanente e trascendente che associamo al divino. Ogni tempio, con il suo linguaggio architettonico, ha veicolato un senso di meraviglia e di stupore che è difficile spiegare, una trasmissione subliminale di consapevolezza che si esprimeva attraverso l’energia delle mie cellule che riconoscevano di essere in un luogo sacro progettato su determinate proporzioni universali. Ma non solo, perchè l’acustica e l’armonia delle forme portavano i miei sensi umani a trascendere il piacere profano. In un certo senso era come entrare nel luogo sacro del mio cuore in uno stato di consapevolezza espansa, molto simile a quello che ho provato quando ho fatto esperienze sciamaniche con l’Ayahuasca. Sensazioni che ritroviamo anche nelle cattedrali gotiche, figlie di un tempo dove la religione era troppo opprimente, ma il mistico e il divino avevano il posto che meritavano nelle menti e nelle azioni degli illuminati dell’epoca, consapevoli di dover lasciare un messaggio all’umanità dei tempi a venire. Quei tempi sono giunti e oggi possiamo interagire con questi templi cristiani, figli di una conoscenza remota quanto eterna. Quando ci rifletto mi chiedo: Dov’è finita questa bellezza?  Perché entrare in una chiesa contemporanea è come spegnere una fiamma che arde con una secchiata d’acqua. Niente dell’armonia e del linguaggio subliminale che percepiamo nei templi antichi e nelle cattedrali gotiche è presente in una moderna chiesa in cemento armato, e i progettisti fanno a gara nel realizzare veri e propri abomini dell’architettura, un’offesa al senso del sacro che dovrebbe pervadere chi li vive, ma soprattutto una mancanza totale di rispetto alla bellezza del cuore, che è la vera sede di Dio. Ma c’è una spiegazione a tutto ciò. L’umanità è divenuta completamente profana e questo è accaduto in quanto più passa il tempo e maggiore è l’allontanamento dal centro che è origine di tutte le cose. È conseguenziale che i messaggi del Logos siano sempre meno percepibili da coloro che non sentono Dio dentro di sè. In una siffatta società profanizzata anche chi dovrebbe progettare per il sacro non ha la minima sintonia “cardiaca” con il suo messaggio eterno. Siamo nel Kali Yuga e tutto segue la legge vibrazionale della materia pesante, per cui anche un tempio che dovrebbe essere costruito per “elevare”, non fa altro che “abbassare” le vibrazioni. Ecco il perché la gente letteralmente dorme durante le funzioni. Un luogo disarmonico e freddo, la cui acustica peggiorata da altoparlanti gracchianti aggrava la cadenza soporifera di chi celebra il rituale, non può generare meraviglia, stupore, bellezza ed elevazioni spirituale, ma può solo addormentare ulteriormente le coscienze. Per fare un esempio concreto, è come far ingerire un sonnifero a chi già dorme da tempo. Mi auguro che qualcosa stia cambiando perchè un risveglio del sacro in noi si manifesta anche nei metodi di espressione che abbiamo del divino, quindi anche la sua celebrazione architettonica nei luoghi a Dio dedicati. Se viviamo la bellezza del cuore dobbiamo anche saperla esprimere e i templi sono un segno di tale mutazione di consapevolezza. Se l’essere umano ha smarrito il cuore, lì dove Dio vive, ne ha dimenticato il suo vero potere, la forza di costruire la grandezza e di erigere la bellezza. Dentro e fuori. Questa è anche la ragione per cui viviamo in questo mondo così povero di Spirito.

Adriano Forgione
adrianoforgione@gmail.com

11/02/2012

Attentato al Papa? Analisi e Profezie

Il FATTO QUOTIDIANO, ha pubblicato ieri la notizia dell’esistenza di un documento vaticano nel quale si parla della possibile morte dell’attuale papa, Benedetto XVI, entro un anno da oggi, cioè entro i primi mesi del 2013. Una notizia che ha fatto clamore, prima criticata, poi ratificata dalla stessa Santa Sede, che ha confermato l’esistenza del documento ma allo stesso tempo ha definito il tutto come “farneticazioni”. Farneticazioni che però sul documento portano i bolli vaticani e che vedono coinvolti alti prelati vicini al seggio di Pietro.

Immagine-1.jpg

Qualcuno ha parlato di “attentato” al papa entro l’anno, ma il documento parla solo di morte, come fosse una previsione, e non accenna al modo in cui questi dovrebbe decedere, tanto meno a complotti tendenti ad assassinare l’attuale “sovrano”. Quest’ultima è stata avanzata dagli interlocutori cinesi del cardinale Romeo durante un suo viaggio in Cina. Vedremo però che l’ipotesi non è affatto campata in aria.

Di complotti però ce ne devono essere diversi in Vaticano. Basti pensare alla morte sospetta di Papa Giovanni Paolo I nel settembre 1978, alla scomparsa di Emanuela Orlandi nel 1983, che vede coinvolti lo IOR e la Banda della Magliana, allo strano assassinio plurimo della guardia svizzera Alois Estermann, di sua moglie e del caporale Cedric Tornay all’interno delle stesse mura vaticane nel maggio 1998, ai misteri del Banco Ambrosiano e del coinvolgimento di Roberto Calvi e dello IOR nella costituzione di fondi neri. Calvi fu trovato morto impiccato, certamente assassinato da mani ignote, nel giugno 1982, sotto un ponte di Londra.

 

papa-luciani.jpg

Papa Giovanni Paolo I

 Questo documento, però, credo abbia relazioni con un altro evento oscuro che coinvolge il Vaticano: il mistero di Fatima e  suoi tre segreti, di cui l’ultimo, reso noto nel 2000 dalla Santa Sede, a nostro parere in modo incompleto. Nella parte non “ufficializzata” ma circolante in modo “apocrifo” da diverso tempo prima della presa di posizione ufficiale della Chiesa nel 2000, si faceva riferimento a una catastrofe planetaria generata da una guerra senza confini e a una crisi dottrinale della Chiesa, cose che sono sparite dalla versione ufficiale (divulgata proprio da Joseph Ratzinger), trasformata in una visione dai forti toni simbolici, con un un “Vescovo vestito di Bianco” che veniva assassinato, visione poi associata all’attentato di Giovanni Paolo II. Personalmente lo escludo, Papa Wojtyla non fu assassinato, sopravvisse all’attentato, e dunque la visione non si adatta a lui. La parte ufficializzata del Terzo Segreto a mio parere fa riferimento a fatti ancora da verificarsi e dunque, questo documento potrebbe essere l’anticipazione dell’uccisione di un Papa, proprio quella profetizzata dal Terzo Segreto di Fatima. Forse si tratterebbe proprio Papa Ratzinger? Avranno pensato così coloro che hanno generato il documento, rileggendo diversamente il testo rispetto all’associazione con Papa Wojtyla?

 

5.jpg

La terza pagina del terzo segreto di Fatima ufficializzata daal Santa Sede (quella con il Vescovo Bianco)


La nota sarebbe stata consegnata a Benedetto XVI lo scorso gennaio dal cardinale boliviano Castrillon con data 30 dicembre 2011. Il testo farebbe riferimento a una conversazione telefonica dell’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, che  parlerebbe di un grosso rischio corso dal Papa entro dodici mesi. Si fa il nome anche di colui che potrebbe essere il successore di Sua Santità, Angelo Scola, l’arcivescovo di Milano. La nota consegnata al Papa sarebbe stata scritta in tedesco, in modo da evitarne una grande diffusione. Ma la diffusione c’è stata, e io credo proprio per prevenire l’evento profetizzato nel Terzo Segreto.


Perchè e Chi?

Il “perché” un documento così riservato finisca sulla scrivania di un giornale libero è forse proprio per sventare questa possibilità. Se c’è un complotto, il fatto di renderlo noto, aumenta il livello di sicurezza di che deve subirlo. Una scelta mirata che, come è nei metodi dei servizi segreti di ogni grande potenza del mondo, e il Vaticano è certamente la più potente, ha voluto affidarlo ad un organo di informazione in grado di generare dubbi sull’affidabilità della fonte (“Il Fatto Quotidiano” non è legato a partiti, non riceve finanziamenti pubblici e dunque è libero nel vero senso della parola) e allo stesso tempo volesse assicurarsi che venisse pubblicato, by-passando le maglie dei grandi direttori dei quotidiani legati ai poteri forti e ai partiti politici e, quindi, in grado di censurarlo. Questo non è avvenuto e oggi il documento è confermato come autentico, sebbene, come era ovvio che avvenisse, è stato bollato come “farneticazioni” dagli stessi che lo hanno consegnato al Papa. Non ci si poteva mica aspettare che dicessero: “È tutto vero!”. Immaginate che caos! Certo è interessante che la Segreteria di Stato vaticana riceva un documento di questo tenore, ci si faccia quattro risate sopra e poi ci ponga un bollo per passarlo al Papa. Si sarà fatto quattro risate anche lui? Non credo. Che all’interno del Vaticano siano realmente preoccupati sembra trasparire dallo stesso fatto che tale documento avrebbe dovuto essere letto proprio dal Papa e dal suo entourage. Da lì in poi qualcosa è cambiato, e tutto questo sa di strategia.

 

ratzinger_2.jpg

Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)

Se abbiamo spiegato “il perché” c’è da ragionare ancora sul “Chi” ha fatto uscire un documento così dalle mure papali, consegnandolo ad un giornale indipendente. Si tratta certamente di qualcuno molto in alto, che ha accesso a documentazioni riservate, anche le più strettamente attinenti il Papa, quelle che maneggiano in pochissimi. Un cardinale certamente, ma non si sa chi. Essendo il documento in tedesco doveva essere in grado di tradurlo chiaramente per comprenderne il contenuto. Quindi qualcuno molto vicino al Papa, se non il Papa stesso, che infatti lo ha letto e ne è a conoscenza. D’altronde, chi potrebbe averne più paura se non lui, che conosce bene il segreto di Fatima relativo all’uccisione del vescovo bianco  e che, consapevole delle manovre interne ai diversi poteri  in Vaticano, avrebbe dunque potuto concertare con i suoi, una diffusione “anonima” a mezzo stampa al fine di cautelarsi. Assurdo? Io dico, possibile.

Dunque, sono certo che le paure nel Vaticano sono legate al testo del Terzo Segreto di Fatima e a quella visione da loro stessi ufficializzata della morte di un “Vescovo vestito di bianco”. Ma il Terzo Segreto, per la sua parte ancora non ufficializzata, è anche strettamente legato alla “fine di questo tempo”, cui è concatenata la fine della Chiesa Romana, anticipata nel testo apocrifo, da una sua profonda crisi dottrinale (e su questo oramai ne siamo tutti consapevoli, basti pensare alla pedofilia imperante), fatto confermatomi da Monsignor Corrado Balducci, nel 1999, durante un’intervista che gli feci al nostro primo incontro. Ma la cosa più oscura me la confidò durante una cena privata insieme alla giornalista Paola Harris, a Roma nel 2005 (Balducci è poi deceduto nel settembre 2008). Grande esperto di Fatima e studioso dei “segni degli Ultimi Tempi”, Balducci era demonologo ed esorcista, accreditato presso la Santa Sede, dunque ho sempre preso quelle parole seriamente: «Satana cammina nelle stanze Vaticane. Spesso quando entro quelle stanze mi trovo ad incrociare il saluto di alcuni cardinali e porporati che conosco e dentro di me, nella mia testa gli chiedo: buongiorno, come sta il cornuto?». Balducci si riferiva ad alcuni specifici cardinali di cui, però, non ha mai fatto nomi. Oggi però, con questo documento, emerge ancora una volta una strana e occulta lotta per i seggi del potere all’interno del Vaticano e lo conferma il direttore di Avvenire,  Marco Tarquinio (in basso i link relativi all’argomento).

images.jpeg

Il mio primo incontro con Monsignor Corrado Balducci nel 1999 (al centro Paola Harris)

 

La Profezia di Malachia e la mia lettura possibile

Una “Fine del Tempo” che sembrerebbe essere sostenuta da un’altra profezia. Quella di Malachia del 1139 che predisse l’avvento di altri 112 papi prima della fine della Chiesa e della distruzione di Roma (forse da vedere come caduta della Chiesa Romana). I papi sinora sono 111, l’ultimo, il prossimo è definito da Malachia “Petrus Romanus”, Pietro il Romano. Lungi da me fare speculazioni senza fondamento, solo il tempo può fornire risposte affidabili, ma speculare in tal senso non è peccato, considerato il documento in esame. Questo fa infatti riferimento al nome del possibile successore di Papa Benedetto XVI, il cardinale Angelo Scola e dunque, anche se non dovesse essere lui e tutto quanto profetizzato non si avverasse, noi ci proviamo ugualmente. Il termine Scola deriva dall’antico termine sanscrito “Kala”, che significa “morte” o “pietra nera” (una pietra sacra nell’antichità) e da cui sono derivate anche i termini “Scuola”, “Scala” e l’inglese “Skull” (quest’ultimo si relaziona anche al nome di Pietro in aramaico, la lingua di Gesù, cioè “Kefa”, Cefalo, cioè “Testa”) . Ora è proprio Gesù a dire in Matteo 16.18: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa». Dunque il cognome Scola ha in sé il nome di Pietro, proprio quello che Malachia indica come ultimo papa. Il problema nasce sul termine “Romanus”. Ricordiamo che nel 1139, quando Malachia redasse il suo elenco di papi, l’Italia in quanto Stato non esisteva e dunque un “italiano”, da un uomo del 1139 sarebbe stato certamente definito “Romano”. In effetti se il prossimo papa fosse italiano, sarebbe il primo dopo ben 33 anni di “regno” straniero (Wojtlya era polacco, Ratzinger tedesco), cosa mai accaduta all’interno del pontificato romano dopo che Malachia scrisse il suo elenco dei papi (se si eccettua la parentesi avignonese). Dunque il nome Petrus Romanus si potrebbe adattare ad Angelo Scola. Inoltre, all’interno della storia di cui stiamo trattando, è coinvolto l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo. Il nome Romeo deriva dal latino “Romeus” cioè “Romano”. Che Malachia avesse previsto e codificato, all’interno degli eventi di riguardanti quest’ultimo papa, anche i nomi di coloro che ne avrebbero in un modo o nell’altro anticipato l’ascesa? A volte le visioni e le profezie sono una Cabala da dipanare e anche questa ne è una buona prova, ma in ogni caso. solo il tempo potrà dirlo. Quest’ultimo è stato solo un gioco per verificare l’adattabilità del nome anticipato nel documento con un’altra famosa profezia. Se poi il prossimo papa dovesse essere il Cardinale Bertone, come altri vociferano, allora non servirebbe alcuna Cabala. il suo nome completo è Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese nel 1934. Non serve aggiungere altro.

Restano gli sconosciuti disegni e le inquietanti ombre che si muovono all’interno del Vaticano, in una lotta intestina tra poteri occulti che hanno davvero tanto a che fare con il Terzo Segreto di Fatima e gli Ultimi Tempi.

 

 

http://www.ilgiornale.it/interni/il_quarto_segreto_fatima...

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/presunto-atten...

 

http://www.ilgiornale.it/interni/un_complottoper_uccidere...

 

http://www.ilgiornale.it/interni/una_durissima_lotta_alin...

 

http://affaritaliani.libero.it/politica/attentato-contro-...

04/06/2010

Il santone indiano che non mangia

prahlad.jpg

 

PRAHLAD JANI - Il santone indiano che non mangia dimostra ai medici di dire la verità

Il santone indiano che non mangia e non beve da 74 anni dice la verità. A documentarlo è l’accurato check-up cui Prahlad Jani stato sottoposto in una stanza isolata di un ospedale sorvegliata da telecamere 24 ore su 24. Durante il periodo di osservazione lo yoghi, che vive in una grotta nello Stato settentrionale del Gujarat, “non ha consumato alcun cibo o bevuto acqua e non ha urinato o defecato”. E’ quanto ha dichiarato al quotidiano indiano “The Hindu” G. Ilavezhagen, capo del centro di ricerca militare che ha condotto l'esperimento. I medici si sono detti “sorpresi” dalle capacità dell'uomo che ha 82 ed è in perfetta salute. Il test é stato condotto da un team di 35 specialisti di un istituto appartenente al Defence Research and Development Organisation (Drdo) interessati a scoprire nuove “tecniche di sopravvivenza”. Come riferisce il sito web svizzero bluewin.ch, il periodo di osservazione è terminato la scorsa settimana e Jani è già tornato alla sua vita da eremita lasciando i medici senza parole.

Ma non si tratta della prima volta che l’eremita, dal potere paranormale, è stato messo sotto osservazione. Stando a quanto riportato dall’Ahmedabad Mirror, Prahlad Jani in precedenza aveva passato 10 giorni sotto esame in un ospedale dello stato settentrionale del Gujarat, nella città occidentale indiana di Ahmedabad. L’uomo è stato studiato da un team di medici del Defence Institute of Physiologist and Allied Science (Dipas), un centro di ricerca della Difesa,che lo aveva costantemente monitorato grazie a delle telecamere.

Prahlad Jani è in grado di non mangiare né bere da 74 anni e continuare a sopravvivere grazie ad una particolare tecnica di meditazione yoga. Sudhar Shah, il medico che lo sta seguendo, sostiene che Prahlad Jani «sia capace di produrre urina nella sua vescica e, poi, in base esclusivamente alla propria volontà, di rimandarla in circolo». Dalle analisi del sangue, risulta in salute e ha i medesimi parametri fisici di un 25enne. L’uomo era stato sottoposto nel 2003 ad un’analisi approfondita da parte di un'altra squadra di medici. Anche allora avevano tentato di impadronirsi del suo mistero. Tuttavia, non erano riusciti a trovare una spiegazione scientifica al fenomeno.

Prahlad Jani è nato in un povero villaggio del Gujarat, nel distretto di Charod Mehsana. L’uomo che non si nutre e non beve da 74 anni afferma di aver ricevuto dei miracolosi poteri da una divinità quando aveva di otto anni. Prahlad Jani, infatti, indossa il vestito tradizionale dei devoti della dea Ambaji, ed è venerato come una santone.


La pratica ascetica di Prahlad Jani è nota come breatharianismo (breath, respiro in inglese). Consisterebbe nel raggiungere grazie al potere della mente, il dominio assoluto delle proprie facoltà corporee. I Breathariani affermano di essere in grado di sopravvive cibandosi unicamente d’aria, di luce o di Prana, l’energia vitale dell’induismo. Per loro sarebbe possibile far scaturire questa energia dall'interno del proprio organismo, il quale, a sua volta, si ciberebbe di tale energia senza, quindi, auto-consumarsi. Si tratterebbe, inoltre, di facoltà innate, perdute nel tempo e riottenibili grazie all'ascesi e alla meditazione.

Se la pratica, in India, fa parte della tradizione e della cultura Indù, molti sedicenti Breathariani, in occidente, pare che sfruttino la speranza di nutrirsi di sola luce ed energia ed abbandonare così il “fardello” del doversi cibare per fare soldi a palate. Uno dei più noti è Wiley Brooks, più volte apparso in televisione che, per “poche” migliaia di dollari offre ai suoi adepti il segreto dell’immortalità, in seminari di 4-5 giorni. Molti Breathariani occidentali hanno fatto della loro pratica una battaglia sociale, arrivando a sostenere che la lobby del cibo sia la più potente al mondo e solo in virtù della sua manipolazione mentale l'umanità si è convinta della necessità di bere e cibarsi per sopravvivere.

Una della associazioni breathariane più note al mondo è l'australiana Jasmuheen. Jasmuheen ha scritto diversi libri, tra cui Nutrirsi di luce, Ambasciatori di luce e Alimentazione pranica. In questi spiega come sia possibile liberarsi dalla necessità di bere e cibarsi. Sparse per il mondo sono nate diverse associazioni per la diffusione del bretharianesimo. Una delle più famose è il Breatharian Institute Of America. Tra gli altri breathariani famosi, ci sono i maestri esoterici come Babaji, Saint Germain, Elijah, Giri Bala e Teresa Neumann.

(Pietro Vernizzi)

22/05/2010

Ministri Turchi confermano la scoperta dell'Arca di Noè

 

Mushin Bulut, rappresentante del Ministero Culturale turco, ha ufficialmente dichiarato alla conferenza stampa tenutasi l'11 Maggio scorso in Olanda, che le affermazioni scettiche sulla scoperta, come quelle del professor Price non corrispondono a verità e che la Turchia ha piena fiducia nel team cino-turco del NAMI che ha realizzato la spedizione, conoscendolo come un’équipe che ha già dimostrato la sua serietà.

Mr Muhsin Bulut.JPG

Mushin Bulut del Ministero Culturale Turco, durante la conferenza stampa dell'11 Maggio

 

Le sue dichiarazioni, rilasciate ufficialmente alla stampa non sembrerebbero lasciare adito a dubbi: «In risposta alle affermazioni del prof. Price devo dire che non so come la pensi. Dice di aver scalato l’Ararat nel 2009 ma senza un regolare permesso per cercare l’Arca. Il NAMI è incaricato ufficialmente dal nostro governo e noi conosciamo la credibilità dei suoi membri. Ovviamente, chi vuole fare ricerca sull’Ararat per l’Arca è benvenuto, ma i permessi devono essere ufficialmente chiesti al Ministero Culturale ad Ankara».

Il team ha già chiesto la collaborazione internazionale di scienziati e tecnici che possano apportare know-how adatto alla ricerca. A metà Giugno il NAMI organizzerà a Dogubayazit, in Turchia, l’Exploration Forum, a questo scopo. Le parti interessate potranno rispondere ad un on-line form postato dal team al fine di essere selezionate.

Dunque, per ora, il team non solo ha l’appoggio del governo Turco, ma sembra coinvolto davvero nella scoperta di qualcosa di sensazionale. Qualcosa che, forse, era oggetto di ricerca da secoli e che è così straordinario da renderne difficile l’accettazione.

Ho contattato il NAMI che mi ha inviato foto ad altissima risoluzione e filmati. Su FENIX di Giugno (n°20) pubblicherò un reportage completo della scoperta con interviste e particolari non presentati dalla stampa italiana. L'articolo sarà corredato da foto esclusive.

In basso ho inserito uno dei sette ambienti lignei sinora scoperti ad oltre 4000 metri sull'Ararat. Trattasi dello Spazio 2, dove si nota che la struttura è posta al di sotto di strati di pietre vulcaniche e ghiaccio.

 

Spazio 2.JPG

 

 

 

30/04/2010

trovata l'Arca di Noè?

Una missione organizzata da una spedizione mista Hong Kong-Turchia afferma di aver trovato l'Arca di Noè sul Monte Ararat. Con filmati e foto afferma di esservi entrata e di aver prelevato campioni datati a 4800 anni fa.

Sto indagando. Nel frattempo godetevi filmato e foto.

 

 

042710_ark9_slideshow_604x500.jpg

pr_even_20100424_06.jpg

pr_even_20100424_07.jpg
pr_even_20100424_10.jpg
pr_even_20100424_24.jpg
20100426_thesun.jpg
pr_even_20100424_20.jpg


07/01/2010

Apparizione mariana al Cairo in eslusiva alla conferenza di Roma

Immagine-2.jpg

IL CAIRO - Presunte apparizioni della Madonna al Cairo. Il fenomeno ha richiamato folle di fedeli, cristiani copti soprattutto ma anche musulmani. Il fatto piu' recente e' quello avvenuto il 10 dicembre scorso nel quartiere di El Waaraq, nella zona di Giza. In molti - scrive l'Egyptian Gazette - affermano di aver visto di persona la Vergine sul tetto della chiesa di San Michele, con le braccia aperte verso di loro, mentre intorno si spandeva odore di incenso e volava uno stormo di colombe. Un fatto che si sarebbe ripetuto più volte e che è stato filmato (nella foto un frame). Il papa copto Shenouda III ha istituito un comitato per investigare sulle presunte apparizioni, ma anche di decidere sull'ormai ragguardevole somma raggiunta dalle offerte dei fedeli. Un altro quotidiano indipendente, Al Dostour - che parla di ''migliaia'' di copti richiamati dalle voci sulle apparizioni - ricorda che anche i musulmani venerano Maria in quanto madre del profeta Gesu'. E rileva che lo stesso presidente Nasser, appena uscito dalla bruciante sconfitta della Guerra dei Sei giorni del 1967, si era recato di persona per assistere ad un'altra apparizione della Madonna che sarebbe avvenuta a Zeitun, nel quartiere di Heliopolis l'anno succesivo.

Questo evento mariano sarò discusso con foto e filmati ESCLUSIVI a Roma il 24 gennaio prossimo, durante l'evento conferenza ULTRATERRESTRE che si svolgerà presso l'Hotel Villa Maria, Largo berchet 4 (clicca qui per info). In videoconferenza da Madrid lo spagnolo presenterà le immagini in esclusiva e anteprima mondiale dell’apparizione mariana, avvenuta al Cairo lo scorso 10 dicembre, sopra la chiesa copta di S. Maria e S. Michele. Frutto di una ricerca sul campo, interviste ai testimoni dell'evento, Ares mostrerà le foto delle colombe di luce e alcuni filmati inediti (non presenti su Youtube) ottenute di prima mano dai sacerdoti cristiani ortodossi, oltre alle testimonianze scientifiche sulla guarigione miracolosa di una donna cieca divenuta vedente durante l’apparizione e il cui nome nasconde segni inequivocabili di una nuova energia messianica in atto. Saranno discussi anche i significati celati in questo evento mariano.